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venerdì 16 dicembre 2011

Mi piacerebbe sapere che fine ha fatto Sibilla!

Il volto di certe donne esprime incredulità e leggerezza. Altre, durezza e puntiglio. Certe sono miti, altre distratte. Alcune non hanno pudore, che non è sfacciataggine o libertà di espressione, ma è proprio mancanza di cura e rispetto di sé.
Non sono giudizi veri e propri le impressioni, ma  solo curiosità per una suggestione o per un'immagine che appare senza che si sia cercata. Arriva come il vento serale, come le nubi, come i raggi dell'aurora.
Tutti gli uomini sono bestiali, pesanti e imbarbariti, negli ultimi tempi, da programmi televisivi che li mettono in mostra come si mettevano in mostra le donne una volta. Adesso tocca agli uomini, posare su un divanetto di uno studio televisivo con una canottiera a rete, trasparente.
Niente di tutto questo merita un giudizio e neanche un fastidio.
L'idea è di non dover far parte di un circo che impressiona. L'impressione appartiene sempre alla sensazione.
Che rabbia sentirsi stretto nella rete! E che disgusto per chi guarda  dalla sala di regia! Certamente riderebbe, se avesse il senso degli altri! Probabilmente, invece, gode perché ha l'illusione del comando e di sé! E che pena per chi assiste dalla sala di casa, che aspetta il momento per vedere quell'uomo fasciato, dentro quelle trasparenze, che si atteggia! Magari avrà anche i piedi sporchi! I fianchi, più giù, quei muscoli sporchi che tanto fanno immaginare chi sogna grandi bellezze! Che non è forma e spirito, pensiero. No, è solo desiderio basso di chi gode di uno spettacolo che atterrisce.
Le donne si spogliano direttamente. Sono gli uomini che ansimano, in un'atmosfera ovattata e sensuale. Le donne si spogliano e si insultano, in televisione. Sempre in televisione accade tutto questo.
Le persone reali imitano soltanto quanto accade in televisione. Anche la realtà è diventata squallida come la televisione.
Certe realtà sono diverse, ci si illude da qualche parte. Magari dove si suona o si fanno saggi ginnici. Sembra la realtà rappresentata in una canzone di Franco Battiato. E' interessante quell'uomo: dipinge, fa musica, pratica discorsi di religione, di filosofia. Chissà quante altre cose potrebbe fare in televisione. Peccato che non la ami troppo. Va solo da Fazio, con quella sua ironia che lo fa tossire a scatti, come un balbettio labiale. Fa cinema, più di tutto, Battiato!
Ah, povera Sibilla, quella interprete straordinaria di San Remo, che si sgolava urlando "Uru belev sammea" quel refrain impronunciabile di un testo che era pura ispirazione del maestro Battiato! Oppio, era il titolo! Era originaria dello Zimbabwe Sibilla, si chiamava in realtà Sybil Mostert. L'uso dell'imperfetto non allude alla sua scomparsa, ma al tempo in cui il ricordo di lei conduce. Chissà che fine avrà fatto?
Quanti rimpianti custodisce chi ha anima delicata e pura per sapersi riconoscere errori e sbagli da espiare. Chi ha anima perversa e nera, o ancora meglio chi l'anima non ce l'ha, e neanche se ne rammarica, custodisce solo la forma dell'inquietudine. Anche se sorride, per posare in una foto che svelerà l'intimità maligna del suo volto.
Ci sono errori che non si pagano con la morte. Altri che non si espiano nel corso della vita.
L'omicidio non è errore: è scelta di chi non è mai nato! Nascere e morire attengono alle facoltà dell'anima, che è immortale!
L'omicida non impugna la pistola, ma sputa fiele dalla bocca e sbuffa cerchi di fumo dagli occhi. Il corpo è madido di zolfo, che ha rotto i suoi legami consueti.
"Non sono ispirato da immagini Horror!"
Non stiamo facendo letteratura! Ma parlando della vita!
"E della morte! Resa spaventosa con suggestioni terrificanti!"
Le suggestioni sono in televisione.
"La televisione è la realtà che si conforma!"
Meglio tacere quando il paradosso si estremizza.
"Uru belev Sammea!"
Mi piacerebbe sapere che fine ha fatto Sibilla!