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giovedì 3 aprile 2014

Il fantasma!

Celebrare se stessi quando tutto va bene è da incoscienti. L'ipocrisia è atto di negazione.
Stringere la mano in una foto a chi ti chiede aiuto è appena sopportabile. Solo il tuo sorriso finto ti appartiene.
Non ridere dall'alto di una collina, perché non sei nessuno! Rimarrai sempre nessuno, anche se piangi sentendo storie di afflitti! E' solo un sentire, senza commozione. Non hai il cuore per ascoltare niente! Non hai neanche il cuore per essere umanità!
Povero, senza cultura, dovrai inventare perfino di aver frequentato università fantasma per illuderti di essere capace di un pensiero. 
Tu, come tutti gli inetti della tua specie, ritieni di avere attitudine per le materie umanistiche, illudendoti di essere portatore di sentimenti. 
Un medico o un ingegnere al tuo confronto potrebbero dichiarare senza possibilità di essere smentiti di avere una sensibilità prossima a quella di Leopardi o di Pasolini.
Tu sei solo un ignorante che di fronte alla bellezza fa di tutto per distruggerla.  
Dovresti chiedere perdono a tua madre, ai tuoi fratelli, ai tuoi amici, ai tuoi figli, alla tua prima moglie. 
Colpevole della tua arroganza sei tu, con la complicità di chi ha preso possesso della fame di un fantasma! E' la tua rovina. Spera che qualche santo possa ridare fiducia al fantasma, immaginando di essere celebrata come la donna del genio!
Non piangere perché un amico famoso è morto. Piangi perché tu sei morto presso gli amici meno famosi. Piangi perché sei morto presso chi ti considera un fantasma da portare in giro, fin che dura.
C'è chi non dorme, pensando a come riempire il vuoto della notte. Tu pensi di avere idee. Meno male che la notte è passata in fretta: se prendessero forma i tuoi pensieri scomposti avresti orrore della tua intimità.
Speriamo che venerdì arrivi presto, è il sogno di milioni di persone.
Per te il venerdì è un giorno come un altro. Ecco perché non sei nessuno. Sei un parassita che spia dalla finestra i progetti del vicino.
Ridagli indietro la fede che gli hai rubato. Non basta soffiare sui piedi di un cane per immaginare di poter parlare di Dio. Il Signore si celebra con l'umiltà e l'umiliazione. che fanno sentire l'uomo parte dell'universo.