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martedì 8 novembre 2011

La crisi economica - seconda parte: lezione di retorica: Alé!

Le parole hanno il pregio di essere soffio. Si respira a pronunciarle. Se poi sono dolci arrivano al cuore e lo confortano. Le parole vengono da lontano, dai sogni; poiché la realtà ha perso senso.
Ve l'ho detto che ci sono banche dappertutto? Certo che ve l'ho detto. Mi sono accorto di loro in questi giorni di pioggia. A che cosa pensate che servano? A tenere il posto prenotato per un'operazione postale? Sono banche! Non sono la Posta! Non danno niente in omaggio!
Prenotate l'asilo per i vostri figli recandovi, immagino,  presso le sedi preposte del Municipio
Internet è una sciagura per Brunetta. Si parla solo di lui. A volte si parla anche di Marrazzo che prepara il suo ritorno. Con le lenti a contatto è davvero poderoso il giornalista. Lontano dalla Rai si è rovinato con cattive compagnie. E' la politica che che corrompe gli animi più delicati. Non è importante se sono in pace oppure no a casa loro.
Si è corrotti negli atteggiamenti. Adesso si spia nell'animo degli altri per cercare di trovare lo stesso deserto.
C'è chi spera che Berlusconi sia finito.
"Abbiamo perso credibilità all'estero!"
"Ma Clinton e Strauss Kahn erano puliti?"
"Bisogna cambiare! Lo spread è un abisso!"
"Sono le banche, cazzo, che speculano! Volete capirlo o no? Sono un'infinità in ogni angolo delle nostre strade!"
"Bisogna cambiare!" si ribadisce. "Abbiamo perso credibilità!"
"Voglio vedere chi mi tradirà!" ringhia la Voce del padrone, risentito con quelle quattro sgualdrinelle che nei tempi migliori si mettevano in fila senza batter ciglio nella saletta anteposta alla stanza dei record, in cui amplesso equivale a resistenza e record, stando a certe voci indiscrete ma non proprio.
"Barabba o Gesù!"risuona il grido di chi vede un parallelo di ingiustizia.
"Capra! Capra! Capra! Capra!" cambia ritornello il critico Sgarbi.
E va bene! Da Madrid scuotono il capo, da Parigi scuotono il capo, da Venezia scuotono il capo, da Palazzo Grazioli tira un'aria di rivalsa!
"Non mi dimetto!"
Nei salottini televisivi si scuotono le gambe, le mani e il ca...po.
Qualche ministro si lancia nelle offese, accusando le opposizioni che stanno parate di fronte: Casini, Fini e Rutelli.
"Fascista! Fascista! Fascista! Fascista!" Sgarbi si scaglia contro Bindi, che ha lasciato lo studio prima di incrociare lo sguardo di quell'infuriato.
"Pubblicità!" sorride il bravo conduttore.
Vedremo stasera le notizie a Ballarò. Ride anche Santoro di questo nome, forse dell'atmosfera che si respira in studio.
Berlusconi non si dimetterà.
"Vedremo chi la vince e chi la perde!"
E' la voce di chi? Di Ferrara. di Sallusti o di Bel Pietro?
E Bechis che avanza. Anche Sechi avrebbe qualcosa da dire. Chi lo sa, magari saranno tutti stasera a Ballarò: "Alé!"
Santoro scuote il capo, Di pietro picga il collo, Vauro non dice niente, Travaglio scuote il capo. Sgarbi risparmia il fiato contro i fascisti per scagliarsi impetuosamente contro la sua bestia nera: "Capra! Capra! Capra!".