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sabato 19 novembre 2011

La crisi economica: la tregua: Cicerozzi, Monti e Tre Monti

Adesso tutto è cheto. Sabato e domenica le borse sono chiuse. Si sta a casa, in famiglia, nipotini e figli sono l'orgoglio dei ministri.
Il Ministero dell'Economia me lo sono tenuto per me. Bisogna fare sacrifici.
Sentivo per radio un discorso di Casini, che diceva più o meno così: "C'è chi è con Monti, però questo no... Un altro è con Monti, però non vuole quest'altra cosa... Noi siamo con Monti, invece," alzando il tono, urlando nel microfono, "Senza se e senza ma!" Applauso della platea e apprezzamento per l'orignalità dell'espressione.
"Senza se e senza ma," mi sembra di vedere qualcuno scuotere il capo, stupito da quelle parole nuove.
Anche Rutelli è intervenuto: "Ci sono frange della sinistra che sono tristi, come se vivvessero il vuoto dell'assenza di Berlusconi!"
Ha concluso Fini, ma non ricordo niente di propormpente, frasi del tipo: "Per davvero, appoggio assoluto," molto simile al "male assoluto", affermazione che aveva usato quando era andato in visita a Gerusalemme, se non sbaglio, per rinunciare al male, definendo in quel modo "Il fascismo" e i suoi clamorosi orrori. Un bel passo avanti!
Adesso tutto è silenzioso: nelle case: partite e Domenica in, nessuna crisi, nessun pensiero verso l'inganno non tanto remoto della politica. Si è confortati dalla presenza dei professori ministri e dai ministri professori. Ci sono anche banchieri e comandanti di corpi speciali delle forze armate.
Ma tutti sono fiduciosi e rassegnati:"senza se e senza ma!" gesto di assenso con il capo. Qualcuno con la testa, ogni altra allusione è fuori luogo; cose del tipo: "Uh, uh, ah, ah!"
"Bisogna fare sacrifici" si mormora da più parti. C'è chi lo dice a se stesso, dondolandosi sulla sedia a dondolo, con un bel plaid a quadri sulle gambe, guardando i nipotini che giocano per terra, davanti alla televisione accesa, in cui scorrono le immagini di qualche campo di calcio, insieme alle urla di Malgioglio e di Giletti nell'Arena.
Monti fa scandalo solo col nome, perché suscita un umorismo puerile: "Mari e Monti" sorride con la faccia da ebete un inquilino, mentre esce dall'ascensore. "Monti e Tremonti" dice qualcun altro, anzi lo scrive sui giornali. Il fattorino di un carro funebre indica qualcosa lontano: "Tre Monti!" ride e di colpo si impensierisce. E non per il pensiero dei morti, a cui ha fatto l'abitudine. Per i quali non sa né ridere e né piangere.
Oggi e domani riposo. Lunedì riaprira la borsa e si comincerà a farneticare. "La Francia è messa male! Noi abbiamo le risorse per superare la crisi!" si incoraggiano molti, immaginando di superare la crisi perché in Francia stanno male. Berlusconi diceva le loro stesse cose, si avviliscono, e nessuno gli ha creduto! "Altri tempi" si mormora per incanto. "Povero Berlusconi quanto manca alla sinistra" ripensa alle parole avvelenate di Rutelli, che fa il sagace dal pulpito de l'Api, che non è né il toro Api della mitologia egizia e neanche un fornitore di miele.
"Quando passerà questa crisi!" c'è chi ha voglia di darsi alla pazza gioia! "Voglio mangiarmi tutti i cicerozzi quest'anno, " diceva una novella vedova molti anni fa, al funerale di suo marito, piangendo sul suo corpo bianco e cadaverico steso immobile sul letto, rimpiangendo il suo stile di vita sempre contenuto e a modo: "Voglio fare la capobanda! Cosa che non ho fatto mai!" scoppiava a piangere, con l'affanno per la perdita asfissinate del suo amato marito: "Giovane o vecchio per me sei sempre giovane!" continuava a rimpiangere altre cose di sé, ripromettendosi di fare cose mai fatte: "Solcare mari e scalare Monti!" pianto dirotto, bagnando il vestito lucido del congiunto, ancora lì con lei, ancora per poco.
I cicerozzi sono dei dolci pasquali che si fanno, forse si facevano, nelle case del Sud a Natale: un impasto cremoso di passato di ceci e castagne, imbevuto di vino cotto, chiuso in una sfoglia di pasta all'uovo increspata dalla frittura.