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martedì 25 ottobre 2011

Novembre

Gli amanti si amano prima di conoscersi, lo diceva un vecchio sapiente del paese. Era anziano quando l'ho conosciuto. Era mite e simpatico. Sapeva predire il futuro. Portava un cappellino unto sulla testa, che gli copriva gli occhi. Il sorriso sempre acceso, con benevolenza. I pantaloni di corda, rattoppati.
Mi disse, una sera, quando la nebbia aveva  stretto la collina e nel cielo danzavano gocciole di pioggia leggera, di non dimenticarmi dei vecchi. Ero insieme ad altri ragazzi, allora eravamo così. Disse a tutti  noi di non dimenticarci dei vecchi; di ricordarcene piuttosto, perché il nostro ricordo li avrebbe tenuti in vita anche dopo la morte. L'ho fatto e lo faccio da sempre, da solo, insieme a quei ragazzi di allora, non so, che ora sono vecchi anche loro. Fa niente che la vita si sia allungata, e il senso della giovinezza si ritrova anche in chi è intorno ai cent'anni.
La gioventù non è una condizione, ma una fuga dalla costrizione. Era una speranza, adesso non è più così. La gioventù è diventata banalmente  appartenenza. A che cosa? E' tutto da decifrare: leggerezza, sfida, denuncia. Sguardo rivolto all'indietro, a ciò che non è: riconoscendosi.
Si diventerà vecchi tutti appena nati, almeno non bisognerà aspettare una vita per peggiorare. Si peggiora subito, prima che si venga irrisi per un vizio che non rende onore all'età. Come cambiano le cose. Una volta ci si vantava di essere giovani da vecchi. Adesso lo fa solo Berlusconi, e prima o poi smetterà anche lui: poiché non ci sono le condizioni per sentirsi felici di una virtù che viene vista dai più come un'offesa o un atto di accusa. La citazione non è cercata, neanche voluta: l'argomento esige rigore.
"Tanto farete vecchi anche voi," ci disse quel vecchio quella sera. Non c'entra niente con la divagazione sulle virtù di chi è potente oltre ogni previsione.La potenza è in quell'ispirazione di quel vecchio che ci disse di ricordarlo anche dopo la sua morte.
A me manca ancora un animo semplice come il suo, non ho più avuto modo di trovarne altri simili a lui. Non ho mai saputo niente delle sue convinzioni politiche, se votasse e chi o che cosa. Faceva predizioni sul futuro, ma temo che neanche sapesse leggere o scrivere.
La sua casa era una sorta di spelonca sotterranea, la abitava con sua moglie. Una dolce signora, dal profilo austero, che ho visto addolcire molto spesso in un'espressione di grazia: quel tipico sospiro di genitrici del Sud che portano dentro il senso di tutte le cose, che non svelano facilmente. Le donne del Nord dicono, ma effettivamente non ho mai fatto caso al loro modo di trattenere il dolore o la speranza. Bisogna essere pervasi da questi stati d'animo per mascherarli.
Aveva ragione quel vecchio a predire il futuro dei giovani e dei vecchi. Adesso è tutto vecchio: sono vecchie le canzoni, sono vecchi i tram, sono vecchie le parole, sono vecchi gli sguardi, i sospiri. Di nuovo ci sono solo le idee, quelle di una volta: rivoluzione, se c'è, è una vecchia dottrina; libertà, se è rimasta, è adesione ad una vecchia bandiera; "le cose vanno così e così" è una nuova concezione di stare dalla parte di chi vince. La vittoria è una nuova dimensione di chi sa perdere da sempre. Non c'entra la politica. C'entra la bontà, che è sempre la stessa: quel carattere dell'uomo di cui si predica l'assoluta distanza, per non dare nell'occhio.
Adesso si è accusati di buonismo, se si è animati da sguardo generoso e lungimirante.
Vince sempre l'arroganza, questa nuova concezione di negare a se stessi la propria miseria. Agli altri la miseria arriva sempre allo stesso modo, il suo volto è vecchio. E' vecchio anche l'intento di voler apparire intelligenti. Si è persa da quando non c'è più chi vive con il naso rivolto al cielo per fare una previsione sapiente. Adesso si camnmina con gli occhi coperti da occhiali neri. Una volta lo faceva solo chi doveva nascondere la colpa del suo crimine.
"Mi ricorderò di te, finché avrò vita!" ripeto ogni volta, ripensando a quella sera di novembre, in cui la nebbia ci fece incontrare e ci tenne insieme il tempo necessario per chiedere perdono per l'eternità.
"Bisogna fare il bene degli altri per ricevere il bene dagli altri!" non è un precetto cristiano, ma è umano. "Il bene si alimenta col bene."
"Ridete, voi! Ridete!" si allontanò il sapiente, ridendo tra sé e sé, rispondendo a qualcuno dei giovani di allora che aveva ironizzato.