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giovedì 20 ottobre 2011

Cani, padroni e altri delitti

Il cane si morde le zampe. Il padrone lo guarda. Non capisce. Vorrebbe risolvere quel dubbio perché non riesce a darsi pace.
Forse quel cane ha solo voglia di uscire, di correre sull'erba di un prato. Fa male l'asfalto e il selciato di un cortile angusto che non dà la possibilità di guardare oltre il recinto.
Il padrone non sa che il suo cane ha bisogno di dare sfogo al suo istinto. Non gli servono biscotti e cappottini. Il cane odia i cartoni animati.
Il padrone non vuole uscire ogni volta per soddisfare i capricci del cane. Va in giro per cliniche veterinarie, senza esito. Si carica di fasce, garze, creme, disinfettanti. Il cane continua a mordersi le zampe anche quando sono fasciate. E' uno strazio lo scontro tra prese di posizione.
Il padrone non ha più ragione del cane. Anche lui si morde le unghie, ma nessuno si affanna per lui. Nessuno lo riempie di garze, creme e tinture sterilizzanti.
Il padrone soffre d'amore, per questo si mangia le unghie. Ma nessuno lo porta a far visite. Da chi poi, dai maghi? Sono loro che si occupanio di questi mali spaventosi. Ma i maghi non sanno far niente, nenche hanno studiato, che sarebbe già un inizio per poter esercitare una pratica di qualche valore. Neanche parlano in italiano. I maghi hanno accenti che fanno spavento.
Ancora più spaventoso è l'animo di chi si affida a loro per ordire sortilegi malefici. Ma come possono pensare che qualcuno senza pregio possa offrire loro un benessere dirottando il male su un altro?
Per me già soffrire d'amore è un male, di chi non sa amare se stesso. L'amore non si ottiene con una pozione. Guardatevi allo specchio anime infelici, fate spavento! Chi mai potrà subire da voi un desiderio? Chi mai potrà trovare nelle vostre facce sfigurate la voglia di un piacere? Guardatevi allo specchio: suscita in voi piacere il vostro volto sudato e ferito dalla rabbia? Siete da ricoverare al manicomio, se pensate che si risolve dai maghi il vostro destino! Lo so: "I manicomi non esistono più!" è la risposta detta a denti stretti. Ma ci sono luoghi ancora più efficaci, tutt'ora, dove rinchiudere pazzi senza ragione. Provate a indovinare!
Il destino lo fate voi, i giovani lo sanno. I giovani non vanno dai maghi. Non credono neanche nelle cose che hanno una spiegazione logica. Una volta un ragazzo mi ha chiesto la dimostrazione della mia capacità di visione nei suoi confronti. Non mi ha fatto ridere, nonostante lui avesse voglia di ridere.
Non ho tempo per ridere insieme a chi ride di sé.
Ho tempo per ridere con chi ride di niente. Il niente fa ridere, tutto il resto è destino. E tragedia.
E' morto Gheddafi! Io davanti alla morte ho pietà. La morte di tutti impietosisce,. La morte di tutti fa piangere. E' morto Gheddafi: io non so vedere la svolta come altri hanno visto, lo hanno anche dichiarato. E' uan forma di ufficialità istituzionale. Ha chiesto di non sparare, Muahammar, ho sentito dire in un programma alla radio, ha implorato pietà. Gli hanno sparato lo stesso, ferendolo. Poi lo hanno schiaffeggiato. Che orrore, al di là di ogni altro orrore commesso dall'uomo, dai suoi abusi, dalla sua tirannia. Lo hanno schiaffeggiato, quando era già prossimo alla morte. Ma non fa orrore a voi quest'immagine? Anche le morti che ha provocato a me fanno orrore, come a voi, immagino. Ma il perdono in un animo in pace trova sempre una forma. In chi è ipocrita la morte da speranza di svolta.
Quel cane si morde ancora le zampe, e il suo padrone lo tiene legato, chiuso in cortile, con le zampe fasciate che non riesce più a muovere. Muove la testa e dilania a fatica le garze intrise di sangue. A me i giorni luttuosi inducono a cercare Dio nella mia piccola, povera anima impaurita. Anche le guerre mi mettono angoscia, e non so stare di qua o di là dalla parte di chi si contende lo scettro. Io so che il Mahatma Gandhi sconfisse la tirannia degli inglesi nella sua India amata senza sparare contro i tiranni. Neanche ho mai saputo che quell' "anima grande" (traduzione di Mahatma Gandhi) abbia mai schiaffeggiato nessuno di cui non condividesse credenze e modi di essere al mondo. Neanche lo immagino pensare di farlo con chi è già raggiunto da morte.