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lunedì 3 ottobre 2011

Da Amori ad Amore: amore che vieni, amore che vai.

La bellezza non è nei movimenti. Nei movimenti c'è desiderio e rimpianto. La bellezza è sempre incontro di ciò che è delicato. C'è un mondo mostruoso che gira intorno al piacere compiacendosene. Altri lo negano, oppure si scatenano in allusioni oscene, pienamente corrispondenti a quei corpi che esibiscono il degrado.
"Non cedere al vizio, ti porterà alla rovina" è un invito antico, che sembra un vago presagio.
Ci sono pianti e disperazioni in chi cerca il piacere. L'amore neanche si cerca più, si è rinunciato a cercare un orizzonte che non è di questo tempo, turbato da dubbi ripetuti sulla sua fine. "Tu ci credi ai Maya? Io, non lo so:" Si può credere anche agli spiriti e ai loro messaggi.
Allora ai piedi di questo, a chiedere di essere amati. Ora ai piedi di quell'altro. "Amore, amore dove sei?" Ci si anima intimamente. Ma la maggior parte dei corpi scheletriti dalle diete e dalle tendenze cercano piacere, convinti di saperne ricevere perché sono certi di essere in grado di poterne dare. Costano poco le loro diete, sono fatte in casa. Non c'è nessuna capacità anche in chi ritiene di essere dotato.
C'è una miseria che trascina donne tra le braccia di vecchi facoltosi. Vecchi e giovani adesso si cercano come fossero coetanei. E' normale essere come si vuole, ancora più normale è essere come si crede di poter piacere. Non piace nulla, oggi. Dopo due volte che ci si incontra viene il disgusto, perché è tutto consumato: fiato e tempo. La fine non si scongiura. E' tutto assurdo. Si vive tra occhi spaventati e visi scavati da chi mangia una mela, facendo un rumore insopportabile coi denti, frullando e rigirando la saliva e una polpa avvelenata.
Sono sicuro che chi si guarda allo specchio dopo i trent'anni non si riconosce più se non si è nutrito per fame e sazietà, perché l'amore è una condizione che l'ossessiona.
Una volta c'erano i treni che se si fossero persi persi sarebbe stato difficile prenderne altri uguali. Anche oggi ci sono i treni, ma nessuno più si muove da solo. Sono tutti in attesa di un vento che soffi per farli volare. Ci sono donne che credono che esistano uomini che faranno crescere loro le ali. E li aspettano. Non aspettano altro. Ci sono donne delicate che si rammaricano di non essere disinibite come certe loro amiche, disposte a stare con tutti per una loro convinzione quasi religiosa. Ma la religione non c'entra. Non c'entra neanche il piacere: c'entra solo l'illusione di credere di essere più donna di un altra. La magrezza strizza l'occhio all'infelicità inconfessabile.
Gli uomini, invece, non si accorgono di ridere inutilmente. Si vedono per  strada, ridono euforici, esageratamente divertiti per un piacere che confondono per divertimento. Ridono per ogni cosa, ogni cosa che viene mostrata loro da quelle donne che si credono più donne di altre. Gli uomini ridono perché sono felici di stare con donne così convinte di essere donne. Ridono anche perché sanno che quelle non sono le donne che li rendono felici. Così ridono, mascherando la tristezza, il dispiacere, l'angoscia. Ridono perché al più presto se ne troveranno un'altra, che li farà ridere allo stesso modo.