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domenica 18 settembre 2011

Le forme del bene non sono il bene: sono il male di una società così

Il bene non si crede. Il bene non è bene se non è corrotto dal sospetto che ci sia qualcosa dietro quella manifestazione di benevolenza. A volte il bene si rifuta. Il bene è una parola da dedicare a qualcuno di cui si ha la sensazione di voler bene, senza esserne propriamente sicuri.. Il bene è interesse per fare il proprio bene. Il bene non esiste.
Il bene si è smarrito un pomeriggio di ottobre, verso le quattro e sei minuti. Il bene è la voglia di vendicarsi di qualcuno che ci ha fatto male, a cui si è voluto bene. Il bene è rancore e tristezza.
Il bene è suggerimemto di cambiare rotta: di diventare duri e cattivi: poiché il bene non ripaga. Il bene fa star male alla lunga. Il bene è il piacere di alimentare cattivi pensieri contro chi si è reso colpevole di non aver saputo cogliere il nostro bene. Il bene è una montagna di blandizie per arrivare alla fine. Il bene è rimpianto.
Il bene è male: non è un ossimoro! L'ossimoro non esiste! E' una tendenza di chi parla con sfiducia, interrompendosi con ipallage senza fine. Il bene è la rabbia di non aver ottenutto l'esito desiderato. Il bene è crescita di chi per farsi uomo è diventato belva. Il bene è dimenticanza della nonna. "La nonna era cattiva".
Il bene è rinvio a un altro mondo. Il bene è bene quando se ne trova ancora un po' nell'animo di chi passa per debole o pegggio ancora per "imbecille": come parlano male certi che mirano al bene. Il bene è la smania di dare soldi a chi li ha già, in cambio di favori. Il bene è il proprio bene. Il bene è la forma di chi vuole ingannare, il bene non si può urlare.
Il bene si sussurra. Neanche, probabilmente. Il bene si tace. Perché il bene si vede. Si vede anche il suo contrario.
Non voglio parlare di politica, perché il bene è la politica. Il bene è una macchina che corre sulla corsia di emergenza di un'autostrada bloccata. Il bene è la sirena di quella macchina che corre verso casa, alla faccia di chi resta in mezzo all'asfalto. Ma il bene non è quel privilegio: se sapesse quanto è piccolo quel gesto, tornerebbe indietro per rimettersi in coda come gli altri.
Queste forme del bene sono l'opposto del bene. L'avete capito? Però!
Non voglio parlare della politica, perché il bene è la politica. Pensate che una volta le acciaerie Falk negli anni cinquanta costruivano la case per gli operai, con i soldi che destinavano al bene loro. Oggi la politica quei soldi li tiene per sé. Non ne sono certo, ma questo è il sospetto.
Non voglio parlare di politica ma il bene comune è la politica. Se chi amministra lo facesse per un trasporto intimo di onestà farebbe il bene di tutti.
Se gli uomini giusti non fossero una minoranza il bene non avrebbe certe forme.
Santoro manca in questa televisione che parla delle forme della fine. Manca la sua onestà, il suo bene, la sua coscienza, la sua capacità di essere persona.
Il bene è far finta di essere qualcosa. La televisione ha perso la sua funzione.
"Bisogna cambiare registro!". Certo, ma la scuola è allo sfascio, anche questa!
"Bisogna cambiare politica!" Ritorni Platone, a questo punto!
"Bisogna cambiare governo!" Intanto a ripreso a piovere, come indizio degli eventi che ci allieteranno.