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domenica 25 settembre 2011

Domenica

Ho visto gente afflitta ai piedi di una statua, in chiesa; piangere per i suoi peccati o per le sue sciagure. Altri che si battono il petto recitando il Credo. A me commuove tutto questo fervore. Mi commuove un po' meno l'espressione di chi fuori dalla chiesa volta la faccia davanti alla mano allungata di qualche misero che chiede l'elemosina. Il Popolo di Dio è sacro, perchè è benedetto dalla prima ora. Dovrebbe essere sacro anche per il mondo perché il suo modo di essere è sacro, privo di egoismi, di recriminazioni. Il Popolo di Dio è popolo dell'uomo. C'è sofferenza in chi è della terra e del cielo. Siamo tutti destinati alla terra. Il cielo bisogna guadagnarselo con le azioni. Vorrei raggiungere le plaghe della terra più povera per sentirmi parte di una sofferenza. Questa finta umanità atterrisce con i suoi riti che sanno di ipocrisia. Chi pensa di essere immune da debolezze è un illuso che andrà cercando inutilmente perdono.. Non mi illudo che cambi niente con le parole. Le azioni giuste sono negli animi giusti, coloro che sanno dire di sì e di no per edificare la terra almeno del loro giardino. Non giudico chi è diverso da me, neanche penso di renderlo uguale a me. Il respiro è una condizione intima, naturale. Lo sguardo anche è intimità. Il giudizio è povertà. C'è ancora chi prega per farsi vedere, così pure chi bestemmia lo fa per farsi vedere. C'è chi si prostra ai piedi di chi è potente e chi si si umilia davanti agli umili. Oggi è domenica, non si lavora.