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domenica 28 novembre 2010

Un mondo impoverito

Tirchi, avari, oculati, parsimoniosi, scrocconi sono tutti nomi che caratterizzano la peggiore categoria di appartenenti alla specie umana.
Gente senza cuore e senza cervello, individui convinti di essere uomini a tutti gli effetti. Invece uomini non sono, perché se lo fossero condividerebbero una gioia con i loro simili, parteciperebbero ad un piacere collettivo. I tirchi non partecipano a nulla poiché nulla può mai venire da loro. Che abbiano tanto o poco non sono disposti alla condivisione. Si innervosiscono e tremano al pensiero di scucire anche qualche centesimo per far fronte ad emergenze grandi o piccole: dalla fame nel mondo, che è una grave tragedia, al risarcimento dei danni provocati dall'alluvione, al semplice barbone che gli chiede per strada di compiere un piccolo gesto. Niente! Non c'è gesto che abbia valore per nessuno al mondo e per nessuna necessità!
Esiste solo il sé, che è me, è per me, per me solo, per nessun altro! "Esisto solo io, io, io, io!". 
Qualcuno potrebbe anche trovare logico che chi ha poco sia oculato, senza dover per forza essere tacciato di tirchieria. Deve provvedere a sé. Ed ecco che ritorna il sé, che è me, e per me, per me solo anche in questo caso. Se chi ha poco avesse il senso degli altri, del piacere degli altri, potrebbe confidare sul bene collettivo quando  a lui tocca la disgrazia di aver bisogno. Ma bisogna essere disposti a dare, soprattutto a dare quando è qualcun altro che ha bisogno di un aiuto. Una società si fonda sul dare e avere, al di là che sia poco o tanto. E' la disposizione d'animo al bene collettivo che rende tutti meno bisognosi.
Sarebbe confortante incontrare per strada qualcuno che ti chieda se hai bisogno di qualcosa, di un consiglio, di un sorriso, dei soldi per il biglietto del tram o addirittura del cinema o del teatro. Sarebbe miracoloso! Oppure sarebbe un mondo normale! Che differenza fa avere in tasca dieci euro o non averli?
"Sì ma con tutti quelli che si incontrano quanti dieci euro ci vorrebbero per farli felici tutti?" ecco la domanda che non manca mai.
"Non sono mica tutti bisognosi di dieci euro quanti si incontrano per strada!" è la risposta. "Non tutti hanno bisogno di cinema o di teatro né dei soldi per il biglietto del tram! E' solo bello sentirselo dire! No? Rincuora, sapere che intorno c'è gente disposta a dare più che a chiedere!"
E' questa bellezza che rovinano i tirchi.
Mettiamo da parte la politica, però! Cosa che non fanno troppo spesso i tirchi! La buttano in politica! E così c'è il tirchio di sinistra chè è a posto perché è democratico, e in quanto tale giusto. Anzi, addirittura magnanimo! Anche se non è disposto a sganciare un centesimo  neanche se gli violentano la moglie. Purché non lo facciano a lui, tutto il resto è giusto e va bene. C'è il tirchio di destra che crede in Berlusconi, perché è un uomo coi "controcoglioni" che s'è fatto da sè! Non è molto delicato l'utilizzo della denominazione degli attributi contrari, però viene fatto da molti, anche da persone apparentemente per bene. A me non piace, mi scuso per la citazione, doverosa comunque.  Ma il tirchio di destra continua elogiando Berlusca: "Perché ha lavorato duro, ha sgobbato! Bisogna  lavorare per pretendere di voler mangiare!" conclude con questo slogan. Poi c'è il tirchio della Lega, che "non dà un cazzo a nessuno perché lui è a casa sua! Sono tutti gli altri che devono cambiare aria! A furia di fare elemosina tutti i furbi vengono a metter su famiglia in Padania! Né abbiamo pieni i maroni!" sbraita, con un leggero dubbio riguardo a quel suo riferimento: gli sembra quasi rivolto al ministro; poi si rasserena leggermente perché sarebbe un equivoco assurdo visto che il suo ha l'iniziale minuscola.

E' mortificante tutta questa società fatta da tirchi che si indebitano per avere uno schifo di macchina da centomila euro! Solo per fare un esempio lampante di atrocità. Tirchi che non danno un cazzo a nessuno. Poi restano senza soldi e quindi mendicano! Dovunque possono prendere prendono, rubano, truffano, ingannano, impoverendo il mondo di bellezza e di un bene che appartiene a tutti. Eppure sono sicuri di non dover dare un cazzo a nessuno. Eppure sono sicuri di dover ricevere da tutti. "Miserabili e carogne!" urlano e accelerano con la loro macchina schifosa, sprezzanti, correndo  in corsia di emergenza, superando una fila di punto incolonnate per il "traffico intenso".
 Com'è demoralizzante questo mondo impoverito, dove la felicità non è ricordo né speranza.
La speranza è custodita in luoghi lontani da quest'umanità impoverita. E' la speranza degli animi giusti, quelli che sono disposti ad essere.