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domenica 21 novembre 2010

Preghiera per i martiri

I potenti fanno i prepotenti, come ogni giudizio scellerato si fa pregiudizio. Prepotenti e pregiudizi sono velleità, intanto la verità è soffocata dalla presenza e anche dall'assenza.

La presenza dei prepotenti rende tutti schiavi, e la paura s'impossessa degli animi esasperati dal terrore e dal fallimento.

L'assenza degli uomini liberi rende tutto brutale. Ma liberi è un di più. Basterebbe semplicemente essere uomini per evitare la prepotenza e i pregiudizi. Si eviterebbero anche violenze se ci fossero uomini di carne e di sangue. Se avessero poi il pensiero si potrebbe pensare a un mondo ideale, in cui i soldi sarebbero sempre lontani dalle velleità abusive di presuntuosi, non suntuosi; in cui la bellezza delle donne apparterrebbe all'amore e non alle mire di vecchi osceni; in cui l'amore sarebbe piacere e non disgusto e vergogna; in cui i figli avrebbero il bene di essere parte di un bene, e non di essere parte di una tragedia umana insopportabile.

Se ci fossero gli uomini, con le virtù degli uomini, carne e volontà, bellezza e piacere, onestà e rettitudine, piacere di essere, giustizia, verità, se ci fosse la capacità di essere ci sarebbe bellezza di essere.

E' nella misura che si realizza il bene. Fuori da ogni misura c'è oscenità e dispiacere. C'è presunzione, prepotenza, presentimento, presagio. Squallore.

Bisogna ritrovare il senso nelle azioni, le parole sono state abusate da tempo. Prepotenti e schiavi a parole si dicono uomini, ma sono lontani dall'essere umani.


Un vecchio che brama la bellezza di una giovane ragazza non appartiene al genere umano, ma ha comportamenti animali. Una ragazza che si vende ad animali senza ribellarsi non rende bello il mondo, lo sporca allo stesso modo dei suoi compratori. Il silenzio di chi è schiavo è colpevole quanto la presunzione e l'arroganza dei prepotenti.

Martiri e suicidi, benché sia doloroso piangere la loro assenza, benché non sia giusta la loro assenza, sono l'ultimo esempio di coraggio.