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giovedì 11 novembre 2010

Intelligenze interiori

Vi sono espressioni di volti pallidi e sfigurati, che andrebbero rianimati, incoraggiati a compiere uno sforzo per poter apparire umanamente compatibili con quei corpi che sovrastano appena, solo perché posti più in alto. Volti senza forme, senza sguardi, occhi perplessi, completamente chiusi per  non lasciare che altri occhi vivi, quei pochi scampati al massacro e alle mutazioni, possano attraversarli e verificare l'inutilità delle loro desolate profondità . Paiono imploranti a volte certe espressioni e certi sguardi, assorti, quasi pieni di contenuti, se non fosse per quella traccia esteriore che svela l'unica preoccupazione che li assale e li sgomenta: la paura di essere scoperti. Quei volti sono senza parole, a volte invece pensano di ricorrere a parole di altri, prese in prestito, per accennare un discorso e affermare una forma che dia loro riconoscimento esteriore di valore. Poi chiudono gli occhi, all'istante, e cadono nel mutismo, con gli occhi chiusi per non essere guardati. Accennano anche il ritmo di un respiro che non trova forma esteriore: è affanno e sforzo. E' fastidio per chi è costretto a fingere di riconoscere in quel respiro il soffio caldo di un'anima. Altre volte sembra che vogliano urlare una verità, facendosi forza per tendere qualche muscolo e cercare di andare fino in fondo nel discorso che si sono preparati, ma senza che nessuni li ostacoli cadono in preda a un attacco devastante di tosse che toglie loro la parola e la presunzione di una forza che non c'è. Per benevolenza si tende anche la mano ad assetti vitali tanto lontani dall'essere, si dà loro anche la possibilità di respirare, di aiutarli a tossire quando lo sforzo li attacca e li strema. Per carità cristiana si dicono parole delicate e scelte, e si fa comprendere loro che non è necessario il confronto; perché non è necessario che si dimostri un'umanità esteriore che non in tutti si manifesta. "L'importante è sapere di essere giusti dentro" si sussurra, pietosamente, quando la situazione si fa pesante e insostenibile. "Ci sono intelligenze interiori che non devono per forza trovare un'espressione esteriore" si conclude, smorzando la voce, mentre lo sguardo si posa sugli sguardi chiusi di quei volti pallidi, di quelle intelligenze che non avranno mai il piacere di guardare lontano.