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giovedì 11 novembre 2010

Smarrimenti e maledizioni

Si è persa la traccia del bene. Smarriti il senso e la ragione ogni verità è pura illusione. Disillusi e perbenisti brontolano per l'affermazione di una nuova morale, anzi un'etica che trovi origine e valori nei loro principi. Ogni altro principio diverso dal loro è condannato aspramente da codesti nuovi giusti. Sono scandalizzati dalle vicende private e politiche di Berlusconi e non ne possono più di sapere di nuove feste e festine. Ci vorrebbe una nuova morale, anzi un'etica, ripetono convinti di essere gli unici giusti, che tenga conto dei bisogni di tutti ed escluda il privilegio di pochi. Partono da sé questi nuovi giusti, dai loro bisogni, dai loro desideri, dal loro senso del bello e del morale, anzi dell'etico, dai loro principi di padri e mariti separati, di donne sole e sconsolate, di animi feriti e disgustati dal coro di chi se la spassa in mezzo a feste e festine. Sono tutti con Fini, questi nuovi giusti, per ciò che concerne la morale politica a cui fanno riferimento, "meglio etica" specificano la loro assoluta verità. In effetti, però, Granata, Moffa e Bocchino, quel giovane politico di valore, sicuro delle sue ideee, mentre ostenta la sua bella camicia stirata perfino nella fascia posteriore, tra punta della clavicola a punta della clavicola, sono dei solidi ragazzotti simpatici: sudisti, meglio meridionalisti a voler guardare da un punto di vista etico. Sono contro gli abusi, contro l'arroganza di un Nord patetico che va a Roma a voler imporre polenta e capriolo come esempio fulgido di civiltà.
Si è smarriti davanti a tutto questo guaio sociale, smarriti ed eticamente incazzati: e la speranza è la nascita di uno Stato etico che sostituisca lo Stato patetico. Maledizioni si scorgono negli animi di chi è pronto al cambiamento, desideri rabbiosi si accendono in chi si nutre di immagini di una televisione che replica  a tutte le ore lo spettacolo della morte e del decadimento dei legami di famiglie guastate dal delirio e dai dubbi di colpevolezza.
Smarriti e maledetti si preparano al cambiamento, secondo un alto prinmcipio di un'etica singolare.