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giovedì 23 giugno 2011

Il silenzio dei colpevoli e quello degli innocenti

Si scrive per parlare agli altri. Si parla per scambiarsi il piacere di essere. Il piacere è bellezza.
Anche l'essere è bellezza.
La bellezza è il senso di ogni esistenza. Certe esistenze misere hanno anelato alla bellezza, un tempo, attraverso la parola; adesso la  contemplano nel silenzio della loro intimità.
Le ombre della tristezza sono segnale esteriore, quando lo sguardo si posa sulle miserie intime di chi addolora con le sue parole false.
Non ci si innalza sopra il dolore neanche si rifugge, ma le parole non bastano quando la carne è ferita. La carne e l'orgoglio.
Il tempo non risana nulla, neanche il ricordo di un'offesa. Offesa e ricordo restano per sempre come immagine dell'inevitabile. 
La dimenticanza guarisce. E' insopportabile lo sforzo di non dover tornare con il pensiero a quell'offesa. Ma se è necessario non pensarci  bisogna che non si pensi. Anche lo sguardo si rischiara. Il cielo e le cose della terra sembrano più leggeri. La vita si alleggerisce.
Vivere senza pensieri è la vera felicità. Vivere come ebeti. Dire sempre di sì anche quando non si è capito. Dire sempre di sì anche quando bisognerebbe negare e dire no. Eduardo non ha parlato solo degli esami che non finiscono mai, ma ha invitato anche a dire sempre di sì. "Sì, sì. Sì, sì, sì e sì". Tanto non cambia niente. L'effetto è lo stesso.
Certe esistenze hanno senso al di là del loro "sì" o "no". E allo stesso modo non hanno senso se il loro è "no" o "sì"..
Certe esistenze parlano a tempo: un po' "sì" e un po' "no". Più l'uno o più l'altro. L'effetto è lo stesso. Il risultato non cambia. Certe esistenze sono enti numerici.
L'esistenza è del soggetto. Più soggetti non diventano insieme oggetto. La bellezza è sempre nel soggetto. Anche un tramonto o un panorama sono soggetto al nominativo.
Il soggetto si fa oggetto quando pietrifica dentro i legami e gli interessi. Pietrifica nella politica, dove il suo silenzio non è bellezza ma vuoto assenso esitenziale.
Il silenzio è bellezza. L'assenso è rinuncia e vuoto.
Il silenzio è meraviglia e pienezza. E' contatto. Fantasia. E' poesia e richiamo.
Il silenzio è l'America. E' il centro, il sud e il nord. Il silenzio è l'America.
"Attenti alla Cina!" è il grido d'allarme.
"Ma che razza di mondo! Un ragazzo in che cosa può credere? In quale futuro?E una ragazza?".
Eduardo non ha parlato solo di esami. Il silenzio è bellezza ma anche il suo contrario.