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lunedì 21 marzo 2011

Testamento per la creazione di un mondo che non innalzi a giusti gli ingiusti

Si cerca di riconoscere negli altri mancanze che sono verificabili dentro di sé.
Lo si fa per non sentirsi soli, si potrebbe dire con una punta d'ironia. Forse per il gusto della cattiveria, potrebbe dirsi con altra intenzione. Oppure per un piacere intimo, per una perversione. Ma anche per una incapacità di vedere, di essere, di sentire veramente, come sente un uomo.
Un uomo è carne, sangue e sentimento, prima che pensiero e ideali. Gli ideali bisogna affermarli in tutte le occasioni, non solo quando conviene. Non quando servono a salvarsi contro la salvezza di qualcun altro.
Un uomo mette gli altri prima di sé. Un uomo non parla male alle spalle degli altri. Un uomo non mente a se stesso e neanche agli altri. Ma soprattutto un uomo non mente a Dio. Quell'Elevazione che trova verità nelle profondità più chiare dell'animo, di cui molti si dimenticano. Se ne ricordano solo in caso di sciagure, quando è troppo tardi anche per rivolgersi a Lui.
Un uomo si mette al servizio del mondo, perché il bene di ciò che sta fuori è lo stesso bene che dà chiarezza a quanto appartiene al di dentro.
Un uomo è sangue e carne. E posa lo sguardo su ciò che è lecito e bello: il bello è nella purezza non nel piacere.
Il bello è nell'equilibrio, dove tutti trovano il privilegio di essere, senza mancanze. Il bello è etereo, è spirito, è fantasia. Il bello è libertà. Libero è l'uomo, non le bestie asservite a un padrone.
La coscienza è libera. Quella cosa che rimorde agli ingiusti.