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venerdì 18 marzo 2016

Movimenti strani nella lingua di stagione.

Il treno rimanda alla dolce meraviglia della tenera età. 
Non ci sono più posti per stare comodi e allegri
Ci sono solo luoghi che passano, venendoti incontro.
E si rimane da soli. Sorprendentemente senza respiro.
Sospirando si toccano le intimità dei ricordi che affiorano,
riportando il carico delle emozioni che a poco a poco 
si fanno rimpianto.

Il treno è contenuto senza più contenere sciami vocianti.
Si rimane pesantemente al buio, quando l'ultima occasione arriva
e scompare come l'ultima volta che ha raggiunto il suo scopo.

C'è ancora la politica ad occupare le stanze del quotidiano.
Bertolaso non piace a Salvini, perché non è di destra. 
A Berlusconi piace la Meloni, anche se si è schierata
dalla parte di Salvini il quale, a parer suo, vorrebbe occupare il suo posto.
"Non lo permetto né a lui né a lei".

La politica è prosa, non poesia.
La sua lingua è appesantita da infausti presagi.
Bisogna attendere e sperare che niente cambi in peggio.
Il peggio ha da venire con il cambio di stagione.

Bisogna attendere e sperare che qualcosa cambi in peggio,
per credere di aver fatto la cosa giusta.