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mercoledì 6 gennaio 2016

Piccola storia di un presuntuoso

Da tempo non ho tropppo tempo per scrivere sul blog. Allora userò il tempo in maniera sintetica: appunto, scrivendo storie brevi ma compiute nel loro messaggio.

Tempo fa mi contattò su Fb un signore. In verità l'hanno fatto in tanti.
Uno di questi, vivente, presumo, era un tempo un noto personaggio. Attualmente vive di ricordi, debbo dedurre dalla sua attività sul sito fb, dove i suoi post sono carichi di amara nostalgia. 
Mi chiama per darmi un consiglio. Gli dico che lo ringrazio. Continua dicendo che non ce l'ha con me ma con chi mi usa. Gli dico che lo ringrazio e lo capisco. Ripete che non ce l'ha con me, ma ribadisce la sua indignazione rivolta verso gli altri. Verso ambienti, mi dice. Lo ringrazio e aggiungo anche la mia stima alla gratitudine. Gli dico che gli farò dono di qualcosa di mio. Mi ringrazia e mi dà il suo indirizzo. Gli spedisco il dono a casa. Cioè, esco di casa, prendo la macchina, cerco un ufficio postale. Prima però devo trovare una cartoleria, per comprare un formato di busta che in Posta non hanno, mi dice l'operatore allo sportello. Siamo alla fine di agosto. Esco, faccio chilometri prima di trovare la cartoleria. Torno in Posta, rifaccio la fila allo sportello. L'operatore è cambiato. Spedisco il pacco.
Dopo qualche mese riscrivo al personaggio un tempo noto per sapere se ha ricevuto tutto e se ha gradito.
Non mi ha mai risposto.
Pur nella mia delusione, che mi attanaglia quando mi succedono cose così, perché in uno scambio di quel genere io mi ci immergo, totalmente, con l'anima, con la mente, col cuore, non rimpiango il mio gesto. Ho pena per il suo. "E' una questione di educazione" mi capita di ripetere tra me e me, il cuore ferito, la mente lucida che guarda le nuvole e il sole che sono anche sulla testa di quel presuntuoso, che vive in questo mondo, naturalmente, che è una persona che non accoglie il bene così come i consigli. E' prodigo di consigli per gli altri, anche se nessuno glie li ha chiesti. Anche se nessuno gli chiederà più niente, perché i consigli di quel presuntuoso sono vecchi e inutili come è inutile la sua presunzione. 
"Io non farei mai un gesto come il suo! Io non offenderei mai chi mi ha cercato, mi è stato vicino, mi ha voluto bene!" ripeto ancora un'ultima volta, prima di abbassare lo sguardo per non subire il riflesso del sole che mi ricorda quel personaggio lontano, che si allontana per sempre dai miei pensieri. Mi piace seguire la mia ombra sull'asfalto che mi accompagna a casa