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venerdì 28 marzo 2014

Si vive!

Si vive! Che bella sorpresa ha ricevuto l'animo pieno di istanti. Una strana segnalazione. Di fumo. Che passa. Basta aprire le finestre, per non soffocare di spavento e di fiducia claustrofobica.
Si vive! Banalmente si dice così. Si sente. Si vive di nuovo. Sempre.
Che noia.
Si vive e si muore. Per niente. Per niente si piange e si spera. Si vive d'aria. Di ricordi. Di niente. Si vive di vuoto. Il più bel ricordo dell'anima lasciata sola da un fantasma che l'ha tenuta in ostaggio per la vita.
C'è chi non ha visto mai il sole per una rara patologia alla retina.
Raro è un oggetto. Una condizione è occasione inattesa.
Che gente che vive accanto allo stadio, tra il cimitero e l'ospedale. C'è chi vive tra gli argini della ferrovia. Chi si riscalda con il cappuccino delle macchinette automatiche.
I treni sono luoghi di assalto. Trincea e sangue di chi combatte la sua guerra quotidiana.
Le guerre non sono tutte uguali. I Marò non erano in guerra, ma la tensione in certe parti del mondo fa perdere la calma. C'è chi piange i suoi morti e chi reclama per i vivi! Che bel casino gli affari di Stato!
La vita e la morte non sono affari di Stato. La vita è dono. La morte è ricompensa. Ma il premio è divino. E' alta la mano che la dispensa. Dalla terra  possono derivare solo errori che faticano a trovare giustizia!
Si vive! Che bella sensazione inaspettata. Non c'è neanche un vero motivo per essere allegri. Però è meglio restare leggeri., Non pensare a niente. Perché si rischia di stare male.
Si vive tanto per fare qualcosa. Per illudersi altrimenti. Anche questo è il volto della gioia. Si vive per sorprendersi. Per non amareggiarsi.
Si vive di atteggiamenti che non sfuggono allo sguardo dei pettegoli. Si vive di comodità, che favoriscono il riposo.
Si vive di sconfitte, in attesa che il tempo faccia la sua parte e renda il piacere della dimenticanza di quel dolore che ora sa di gioia e di lontananza. Si vive in libertà, finalmente! Con le catene spezzate e il cuore in subbuglio per uno strano battito cadenzato di qualcuno che bussa alla porta.
Si vive di nascosto. Dicendo sempre di sì a tutti. A nessuno. Dicendo sempre di sì a ogni intenzione di confronto.
Si vive di alibi e di testimonianze che non hanno il senso della vista e della verità.
Si vive di amori incompiuti!
Si vive di speranze e di tradimenti! Che fatica!
Si muore.
Si muore vivendo. Si muore con sacrifico.
Con la speranza di uno sguardo pietoso. Che giunga dall'alto.
Dalla terra non viene niente di vero.
Vera è la speranza. Che è fine e inizio. Vero è il perdono. Che non viene dalla terra.
Si vive! Che bella notizia! Di giornale! Questi giornali che dicono tante cose per non dir nulla.
Si vive! Senza sapere perché!
Si muore. Senza una via di mezzo.
Si muore quando si crede di essere vivi. Più vivi dei morti! Che vanno ricordati, per la loro bellezza. La loro pietà. La loro dolcezza.
Si vive su una foto che sa di falsità. Perché quella foto è di un tempo che non è più.
Si vive! Che bello! Tanto per essere allegri!