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martedì 3 dicembre 2013

Lo scrittore

Lo sguardo rivolto all'intimità delle rappresentazioni umane, per essere parte di una moltitudine.
Il valore non è nel vago senso dei valori, ma nella sostanza dei legami tra cielo e terra, dove l'animo trova pace e ragione.
M'innamorai degli altri, elevandoli sempre dentro una dimensione di reciproco riconoscimento, che esclude interessi e egoismi.
Gli interessi sono sempre comuni e riguardano le emozioni.
Il denaro è oggetto dell'analisi e della prassi economica, quando non è mira di animi vili.
Ogni forma di razzismo uccide l'anima delle società, che si nutrono di rancori e attese rovinose, portando sciagure soprattutto nella casa di chi è causa di divisioni.
L'affermazione della diversità come separazione è una condanna per tutti gli uomini. Chi la fomenta è il vero diverso, il quale andrebbe aiutato per superare la crisi delirante delle sue debolezze prima che la sua follia prenda la forma della violenza e dell'inevitabile suicidio.
Chi è buono non è mosso da buonismo, ma da bontà. La differenza tra le due categorie consiste nel fatto che la bontà appartiene alla storia dell'umanità, fin dalle sue origini; il buonismo è solo una deriva gergale di un'umanità privata di ogni affetto e ragione (pensiero).
La parola scritta è la restituzione della vita dei protagonisti, che hanno avuto il coraggio di viverla.
Un libro è l'opera di vite notevoli, di santi o di eroi. Che commettono sbagli, rimediabili e no. Il libro ripercorre virtù ed errori di questi protagonisti.
Lo scrittore è un poeta che salmodia sui peccati suoi e degli altri, senza voler cercare l'assoluzione ad ogni costo.