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giovedì 3 ottobre 2013

Vaticano, d'agosto.

Non credo che qualcuno vi salvi con un sorriso che vi sbatte in faccia. Oggi i sorrisi hanno la facies del volto di chi si difende dalla normale gentilezza dei miti, degli ultimi e dei derelitti della terra.
Per che cosa ridete? Ancor peggio perché non chiedete aiuto visto che siete in difficoltà?
Non atteggiatevi, avete il respiro che odora di erba malata. Lo sguardo è assente con o senza occhiali.
Fate i disegni utilizzando l'iPhone. Vi cambiate faccia, per non subire l'affronto dell'estraneità.
Avete anche desideri remoti di altruismo, smorzati da un destino che vi rese persone non distinte nelle forme apparenti e non apparenti.
Vorrei dividere con voi i miei sogni di aria. Ma voi gridate che vi convince solo papa Francesco! Viva papa Francesco! Menomale che c'è papa Francesco!
Voglio sapere come intimo tormento che cosa sia accaduto a papa Ratzinger! Lo voglio sapere da sempre! Lo voglio sapere ora come  lo volevo sapere prima! Perché ha dovuto abdicare al suo bisogno di essere Amore per il cuore degli uomini?
L'intelligenza di chi si genuflette a papa Francesco è conformismo mediatico.
Il mio tormento remoto continua a ripropormi la domanda: "Che cosa è accaduto a papa Benedetto?". Il respiro si placa appena un istante, poi il pensiero ritorna sul dubbio: "Che cosa è accaduto a papa Benedetto?"
Applaudite a papa Francesco, a qualche sua nuova parola. Fatelo ora che va di moda, perché domani sarete di nuovo soli con la vostra superbia, quando il gentile papa Francesco non dirà più qualche parola che vi sembrerà bella e nuova: "Vergogna!" E' questa la novità. Come nuovo vi sembra la sua vicinanza verso gli ultimi, verso i poveri, i derelitti. Addirittura verso i diversi.
Ma che papa è chi non è vicino agli ultimi e ai diversi?
Io so di persone semplicissime che non giudicano nessuno, ma non c'è anima viva che parli di loro, che li sfiori con lo sguardo.
Il potere è una minaccia per tutti.
I poveri di spirito sono coloro che si proclamano savi. Tacendo la loro inutilità.
Che fortuna essere cresciuti in tempi di ignoranza, perché di questi tempi non avrebbero mai potuto neppure respirare. Altro che inneggiare a papa Francesco!
Il tempio di Dio in Vaticano è sbarrato da spiegamenti di forze di ogni genere, carabinieri, servizi d'ordine di ogni specie, di ogni nazionalità e lingua. L'incontro con Dio è negato. Guardie giurate, oscene, insulto a ogni decenza,  controllano la lunghezza delle maniche di chi vorrebbe entrare in chiesa un giorno caldo d'agosto per l'incontro con il Signore. Non è possibile, ci sono questi signori barbuti, con gli occhiali da sole, che dicono no: "Non si può entrare!". Scandalosi nel tono e nell'espressione. Che spettacolo vergognoso! Bisogna allontanarsi o gridare allo scandalo!
Il Signore si prega nell'intimità di un animo pulito, anche se si indossa un abito lungo con una manica leggermente più corta.
"Vergogna!".
Bisogna resistere all'attacco folle e disgustoso, di chi dovrebbe essere allontanato dal Tempio di Dio, per rendergli la necessaria e naturale sacralità.
Ma se anche si riesce a guadagnare l'oscurità e la frescura della basilica, dopo che si è resistito all'insulto dei custodi davanti alla porta, la scena di chi si intromette nel dialogo tra te e il Signore si ripete. Ci sono squadre di controllori, che ti aggrediscono alle spalle coi loro farfuglii intimidatori: "Ssshhhh! Bisogna de' starse' zitti!" Siamo in chiesa!".
"Infatti, si allontani!" rispondo ad alta voce, con quelli che rimangono spaventati, con il dito sulla bocca, impensieriti se tentare oppure no un secondo attacco. "Si allontani da me! " ripeto, mentre seguo la direzione del dito sottile e candido di mia figlia che indica la volta della basilica, che rimanda alla sacralità della luce celeste.