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lunedì 6 gennaio 2014

Ci sono persone nuove che hanno le idee giuste per risolvere la crisi. In silenzio.

Ci sono persone nuove che saprebbero risolvere la crisi se solo fossero ascoltate. Queste persone sono contro gli arroganti, contro i leccaculi, contro i servi dello Stato e del Potere. Conoscono bene anche la differenza tra Potere e Podere, che hanno individuato consistere in una pura inflessione dialettale.
Queste persone nuove sono straordinarie, perché pongono la volontà di onestà sopra ogni altra cosa. Sembra finanche che esercitino questa volontà,resistendo alle tentazioni del Podere che tanto le insidiano nel loro vissuto quotidiano. Eppure non cedono, restano ferme nella loro ferrea volontà. Sperano piuttosto, intimamente, in un futuro immediato pieno di soldi e di belle soddisfazioni personali.
"Alla faccia vosta!"
Nei loro sogni lottano contro il Podere, con tutte le sue lusinghe: la vita semplice dei campi, i generosi lavori di una volta: arare, seminare, mietere con la falce.
"Tornati di moda, tra l'altro!" mugugnano tra loro, seduti a tavola in un "ristorantino carino, ricavato da un rustico".
Tutto rimanda alla stalla, nei giorni di festa, quando o quanto interrompono con la vita frenetica di sempre o di "sembra".
Ci sono persone nuove che combattono il Potere. Loro combattono il Podere, tanto non verificano nessuna differenza tra le due definzioni "Dovete andarvene via! A casa tutti! Tutte!" gridano esasperati da certi elementi di un ampio gregge e dalle loro compagne che smarriscono la via.
Le persone nuove hanno a cuore la verità, quella condizione della mente che trova sollievo in un felice abbandono.
"La verità potrebbe essere anche starsene seduti beatamente a tavola!"
"Altroché!" rispondono  in coro gli uomini rivolgendosi alle compagne e ai figli, impegnati nella loro lotta colturale quotidiana.
"Un'altra verità è che i soldi fanno schifo!"
"Potrebbero fare schifo," ribattono altri, ruminando tra i denti, "quando o quanto c'è piacere!"
"Quando o quanto vuoi, il piacere non fa schifo!" saltano i pezzi dalla bocca di una di quelle persone nuove che si inquieta.
"Noi siamo contro il Potere!"
"Ma che potere e podere! Il piacere è piacere!"
"Va bene! Abbiamo capito che sei a favore del piacere!"
"Certo, è una cosa naturale!"
"Sì, il piacere è sempre naturale!"
Scuote la testa l'insorto, non sapendo quali sentimenti nutrire nei confronti di quelle persone nuove con cui condivide la tavola, senza sapere neanche chi sono, che cosa vogliono realmente, di quali affanni si nutrono, quali dispiaceri recano ai loro familiari. "Magari vogliono fame e successo, di nascosto! Mi devo guardare bene da questi, d'ora in poi."
"E' una congiura delle multinazionali!" cambia registro un altro. "Che hanno reso tutto un mercato! Anche la solidarietà è nelle mani di chi detiene il Podere! "
"Ci stanno rovinando!" sollevano le dita arcuate, i più vecchi di queste persone nuove. "Una volta ci bastava niente per vivere!"
L'insorto trema negli angoli della bocca, trattenendo la bava che cola all'interno, in un canalicolo tra le ghiandole sottolinguali. "Non mi sarei immaginato di dover cadere così in basso," dice, tra sé, gonfiandosi di bava. "Conosco le vostre intenzioni. Vi tengo d'occhio! Povera Italia, se comandassi io vi metterei tutti a posto!"
"No! Ti prego non iniziare con i tuoi sproloqui  contro gli immigrati, contro gli abitanti degli angoli delle stazioni ferroviarie e contro i venditori di fiori ai semafori! Non ripetere le cose che fanno innervosire tutte quelle brave persone nuove simili a te: 'I treni dei pendolari sono indecenti per la sporcizia portata dai soliti, la disoccupazione oggi colpisce soprattutto i laureati, bisogna pagare di nuovo il canone Rai!'."
Si gira di scatto l'insorto, per capire chi gli ha risposto in quel modo, come se gli avesse letto nelle impronte della scatola cranica. Si gira a guardare quei contadini intorno; li trova distesi e rilassati, che complottano tra loro; altri ripetono minacce contro il Podere, strappando pezzi di carne nel piatto.
"Non è stato nessuno di questi a rispondermi," si spaventa, con la certezza di essere spiato da qualcuno più feroce di quelli. Ha capito chi lo osserva."Ma non lo dico," sussurra tra sé. "Dovrò badare di più ai miei interessi, d'ora in poi! Anche a criticare certa gente si rischia di finire al manicomio!"
"Comincia, allora a badare ai fatti tuoi!" ribatte la medesima voce di prima.
L'insorto non risponde. Ha capito tutto. E' il suo vicino di casa che non paga la luce e l'acqua. "E' gente che fa così anche al suo paese!" sorride, per ingannare quelle compagnie che sono una vera e propria minaccia.