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lunedì 2 gennaio 2012

Ci sono cose che si dicono anche quando si dovrebbe tacere o restare a guardare affascinati il riflesso del sole al tramonto

Le cose che non si possono dire sono quelle che vanno dette!
Le cose che non si possono dire sono così perché qualcuno vuole rendere complici altri di colpe sue o di sue vergogne.
Le cose che non si possono dire sono pesanti da sopportare. Le cose che non si possono dire sono losche e cogenti ma anche stupide e oziose
Le cose che non si possono dire sono offensive. Si dicono alle spalle.
Non tutto quanto si dice alle spalle non si può dire. A volte si può dire anche in faccia. La stupidità è sempre da rimproverare così come la vigliaccheria, la presunta furbizia.
I furbi che ho conosciuto erano prevedibili perfino nelle intenzioni. Assecondarli era il piacere estremo di chi si divertiva a far credere loro di non aver capito.
Gli animi perversi sono proprio dei mercanti. I saltimbanchi  ridono per contenere il pianto che li soffoca.
E' passato Natale, i propositi non sono più buoni. Non sono neanche cattivi. Sono solo propositi purificati dell'atmosfera della festa.
E' passata anche l'euforia del nuovo anno e tutte le promesse sono rimaste alle spalle, come tutte le cose che non si possono dire.
Le cose che non si possono dire vanno dette alla prima occasione favorevole per affermare la verità. Le cose che non si possono dire devono essere trattenute dentro e farsene una malattia, oppure vanno gridate perché diventino atto di smarrimento e resa per chi ha il cuore indurito dalla sua presunzione di restare impunemente in ombra.
Le cose che non si possono dire offendono chi le dice, o gli rendono merito!.
Le cose che non si possono dire sono delirio senza l'ombra della pietà!
Le cose che non si possono dire sono desolazione infinita per chi non ha il tempo di mantenere salda la sottomissione al silenzio.
Le cose che non si possono dire sono passatempo per casalinghe e chiunque  si trovi schiacciato di sabato a mezzogiorno in una coda interminabile dentro un corridoio ristretto davanti alla cassa del supermercato.
Le cose che non si possono dire vengono dette da chi si deve liberare dell'angoscia di un silenzio che l'opprime. L'angoscia delle cose che non si possono dire si alleggerisce con la trasgressione della confidenza, che diventa allarme e dubbio che si venga incolpati.Comunque sopportabile fino a che non si è indicati e accusati. Ma anche dopo,  tutto si perde in accuse, dinieghi e interpretazioni che non conducono a nessuna verifica efficace.
Le cose che non si possono dire cambiano il senso dell'amicizia, in cui ciò che sembrava essere vero diventa falso e viceversa; mentre la sorpresa inattesa di un gesto sublime da parte di chi non è stato propriamente nell'ambito degli interessi sentimentali all'improvviso appare in tutta la sua bellezza. E viene voglia di lodarlo con tutto il mondo, di avvicinarlo con gentilezza o di stargli addosso, come fanno i cani coi padroni. Poi ad un tratto, in un tempo inaspettato,  qualcosa che non si può dire interviene a cambiare bellezza e sguardo e tutto ritorna nella dimensione losca della cattiva impressione.
Le cose che non si possono dire restano al di là di ogni certezza. Le cose che non si possono dire sono macchia e candore che si confondono quando intorno c'è confusione e malessere.
Le cose che non si possono dire non sono vere, anche quando c'è il tentativo e il piacere dell'offesa. Le cose cose che non si possono dire le dicono solo coloro che non hanno felicità da cercare e trovare in sé.
Le cose che non si possono dire non offendono quando si guardano alla luce della propria purezza!

domenica 25 dicembre 2011

Notte di Natale a Milano

Una volta la notte aveva un fascino particolare per me che non riuscivo a dormire. Adesso riesco ad addormentarmi e non mi pongo il problema del fascino.
C'è una strana aria di leggerezza questa notte a Milano. E' stato un Natale difficile per i commercianti, così mi è stato riferito. Non so se piangere o rimanere indifferente. L'indifferenza si addice alle cose. Un cuore s'affanna se viene sollecitato da immagini che non sono gradite ai sensi. Sono di altra natura le sollecitazioni della bellezza: sublimano l'esistenza, non si fermano a contemplare i particolari.
Berlusconi come avrà festeggiato il Natale? Con chi? Sarà rimasto da solo in preghiera a contemplare il volto di Cristo? Avrà pianto per i mali dell'umanità? Avrà provato il dolore nella carne per i senza tetto? Per i lebbrosi dell'India? Per chi ha perso il lavoro? Avrà avuto una piccola gioia nell'apprendere che Ruby aspetta un figlio, leggendo la notizia dai giornali dei giorni scorsi? Avrà regalato un piccolo orologio a un amico che l'ha invitato a casa sua? Avrà guardato indietro nella sua vita per correggere gli errori commessi, come tutti gli animi sottomessi a Dio?
E Monti come avrà vissuto il Natale? E' stato sotto lo stesso cielo di Milano. Avrà fatto penitenza anche lui?
Avrà mangiato il panettone con la famiglia? Avrà regalato qualche sorriso in più?
E tutti gli altri come avranno vissuto questa giornata?
Chi avrà fatto qualcosa per il suo vicino? Chi sarà stato più degno coi gesti e non con le parole dell'atmosfera di letizia e di speranza della festa? In che cosa si è più uomini di altri di cui spesso si ride, forse si sorride? Il sorriso è il vero pregio di un uomo?
Le risposte sono degne di animi imbarbariti dai loro pregiudizi.
Lo spirito tace, avendo in mente le immagini del dolore e della gioia, sapendo riconoscere i propri limiti e le mancanze. Ogni altro gesto è ostentazione.
C'è un'attività dell'uomo che è interiore: si chiama cuore, sensibilità, umanità, amore.
La vita è sempre un equilibrio tra cuore e anima. L'anima è la mente presso la Grecia antica.
Il fallimento di Atene e quello annunciato di Roma sono rovina dell'anima del mondo. Berlino e Parigi non sono il cuore dell'umanità: sono il suo imbarbarimento.
Non è ricco chi custodisce beni, lo sa bene Creso di Sardi, ma chi ha reso ricco il suo popolo anche dopo la sua morte.
Non sono tempi di verità, ma di schermaglie televisive. Ho visto ieri sera un comico in televisione, che faceva vomitare, ma chissà quanti animi gentili avranno riso nel guardarlo. E oggi sono andati in chiesa per disintossicarsi. Tutti coloro che hanno riso per le vicende burrascose di Berlusconi anelano a grandi ricchezze: questa condizione è scandalosa.
C'è chi ritiene che desiderare di essere più ricchi sia un pensiero illuminista, di progresso e di civiltà! Si può accettare quest'ipocrisia solo se la ricchezza è desiderata per tutti e si agisca strenuamente per realizzare questa idea di progresso! Se la ricchezza, invece, è chiesta solo per sé l'idea che l'origina è la vigliaccheria! Ma non può contemplare la vigliaccheria chi la pratica, volere la giustizia chi esclude il resto dell'umanità.
Ci sono nuvole nere e bianche, questa notte a Milano. Rimandano all'immagine dell'armonia, dove tutto è rimesso in discussione secondo linee di verifica leggere e soggettive. Dove giusti e e ingiusti si fondono e si scambiano gli auguri. C'è chi regala orologi e chi li tiene per sé, perché li colleziona, li possiede. C'è chi ride e chi soffre, in preghiera. C'è anche chi soffre ridendo. C'è chi deve andare a San Remo e chi dice che non ci andrà. C'è chi vuole andare a fare il bagno a San Remo,chi vuole annegare. Chi è già annegato, chi non annegherà mai!
Non ha nessun fascino la notte, anche se le colpe restano in chi vede negli altri le colpe del suo fallimento. Il fallimento ti appartiene come condizione di un animo che guarda sempre fuori da sé, alla ricerca di un bene che non ti appartiene, di un'idea di creazione che non ti appartiene, di un'idea di mondo che è inganno e interesse.
Sotto queste nuvole è notte per tutti. Il resto è immaginazione o, forse, speranza che arrivi la luce di un altro mattino.