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domenica 25 dicembre 2011

Notte di Natale a Milano

Una volta la notte aveva un fascino particolare per me che non riuscivo a dormire. Adesso riesco ad addormentarmi e non mi pongo il problema del fascino.
C'è una strana aria di leggerezza questa notte a Milano. E' stato un Natale difficile per i commercianti, così mi è stato riferito. Non so se piangere o rimanere indifferente. L'indifferenza si addice alle cose. Un cuore s'affanna se viene sollecitato da immagini che non sono gradite ai sensi. Sono di altra natura le sollecitazioni della bellezza: sublimano l'esistenza, non si fermano a contemplare i particolari.
Berlusconi come avrà festeggiato il Natale? Con chi? Sarà rimasto da solo in preghiera a contemplare il volto di Cristo? Avrà pianto per i mali dell'umanità? Avrà provato il dolore nella carne per i senza tetto? Per i lebbrosi dell'India? Per chi ha perso il lavoro? Avrà avuto una piccola gioia nell'apprendere che Ruby aspetta un figlio, leggendo la notizia dai giornali dei giorni scorsi? Avrà regalato un piccolo orologio a un amico che l'ha invitato a casa sua? Avrà guardato indietro nella sua vita per correggere gli errori commessi, come tutti gli animi sottomessi a Dio?
E Monti come avrà vissuto il Natale? E' stato sotto lo stesso cielo di Milano. Avrà fatto penitenza anche lui?
Avrà mangiato il panettone con la famiglia? Avrà regalato qualche sorriso in più?
E tutti gli altri come avranno vissuto questa giornata?
Chi avrà fatto qualcosa per il suo vicino? Chi sarà stato più degno coi gesti e non con le parole dell'atmosfera di letizia e di speranza della festa? In che cosa si è più uomini di altri di cui spesso si ride, forse si sorride? Il sorriso è il vero pregio di un uomo?
Le risposte sono degne di animi imbarbariti dai loro pregiudizi.
Lo spirito tace, avendo in mente le immagini del dolore e della gioia, sapendo riconoscere i propri limiti e le mancanze. Ogni altro gesto è ostentazione.
C'è un'attività dell'uomo che è interiore: si chiama cuore, sensibilità, umanità, amore.
La vita è sempre un equilibrio tra cuore e anima. L'anima è la mente presso la Grecia antica.
Il fallimento di Atene e quello annunciato di Roma sono rovina dell'anima del mondo. Berlino e Parigi non sono il cuore dell'umanità: sono il suo imbarbarimento.
Non è ricco chi custodisce beni, lo sa bene Creso di Sardi, ma chi ha reso ricco il suo popolo anche dopo la sua morte.
Non sono tempi di verità, ma di schermaglie televisive. Ho visto ieri sera un comico in televisione, che faceva vomitare, ma chissà quanti animi gentili avranno riso nel guardarlo. E oggi sono andati in chiesa per disintossicarsi. Tutti coloro che hanno riso per le vicende burrascose di Berlusconi anelano a grandi ricchezze: questa condizione è scandalosa.
C'è chi ritiene che desiderare di essere più ricchi sia un pensiero illuminista, di progresso e di civiltà! Si può accettare quest'ipocrisia solo se la ricchezza è desiderata per tutti e si agisca strenuamente per realizzare questa idea di progresso! Se la ricchezza, invece, è chiesta solo per sé l'idea che l'origina è la vigliaccheria! Ma non può contemplare la vigliaccheria chi la pratica, volere la giustizia chi esclude il resto dell'umanità.
Ci sono nuvole nere e bianche, questa notte a Milano. Rimandano all'immagine dell'armonia, dove tutto è rimesso in discussione secondo linee di verifica leggere e soggettive. Dove giusti e e ingiusti si fondono e si scambiano gli auguri. C'è chi regala orologi e chi li tiene per sé, perché li colleziona, li possiede. C'è chi ride e chi soffre, in preghiera. C'è anche chi soffre ridendo. C'è chi deve andare a San Remo e chi dice che non ci andrà. C'è chi vuole andare a fare il bagno a San Remo,chi vuole annegare. Chi è già annegato, chi non annegherà mai!
Non ha nessun fascino la notte, anche se le colpe restano in chi vede negli altri le colpe del suo fallimento. Il fallimento ti appartiene come condizione di un animo che guarda sempre fuori da sé, alla ricerca di un bene che non ti appartiene, di un'idea di creazione che non ti appartiene, di un'idea di mondo che è inganno e interesse.
Sotto queste nuvole è notte per tutti. Il resto è immaginazione o, forse, speranza che arrivi la luce di un altro mattino. 

lunedì 5 dicembre 2011

Pensieri e forme

Si è d'accordo già prima di un'ipotesi di discussione.
"Abbiamo paura per l'Italia! Bisogna obbedire a Monti!"
"Ma non è Garibaldi e neanche Crocco!" c'è chi da Sud alza la voce.
"L'Italia è finita!" fa eco il parlamento del Nord.
Non c'è niente per cui ridere! E' seria la condizione di chi si trova ad essere italiano in questo momento!
Si aprono spazi di gradimento per mondi lontanissimi, Indonesia, Paraguay, L'Arcipelago Malese. Terre che mai prima d'ora si sarebbero neanche nominate se per un fortuito caso un dito fosse caduto su un parallelo di una mappa del mondo! Adesso si elogia l'uomo asiatico, e il suo equilibrio armonico tra mondo vecchio e nuovo. L'uomo latino ha perso il suo fascino! Neanche le donne lo guardano.
"George Clooney non mi piace!"
"A me non piace Giletti!"
"Ah, quello poi!" gridano in coro, tutte, con una rabbia che fa spavento.
"Ma che cosa vi ha fatto, povero Massimo Giletti?"
"Aaahhhh!" stillano come furie, digrignando i denti, la fronte corrucciata, gli sguardi insanguinati dall'odio, come se avessero subito una molestia insopportabile.
Di Berlusconi non si può pronunciare né il finale del nome e neanche l'inizio perché c'è chi ti azzanna per un suo intimo malessere, che trova sfogo finalmente, dopo anni di ipocrisie mai sopportate!
"Sì, volevo fare la soubrette, tutto qua!"
C'è chi sbotta, senza poter dire quanto pensa a proposito di quelle soubrette. Meglio tacere in questo momento di interesse per il fascino dell'uomo asiatico.
"Ma l'Asia è grande! A quale uomo asiatico ci si riferisce?"
Anche il mondo latino era piccolo in origine ma poi è diventato riferimento per tre quarti del mondo, dall'America all'Europa.
"Io davvero non so che fare!"
"Piangi! Lo fanno i ministri, con professionalità e decoro! Ma hai visto che classe?"
Che bella immagine, però: ha commosso tutti i commentatori dei telegiornali, trovando sensibilità e sincerità nel pianto di chi ha cancellato sensibilmente il concetto di pensione! Altro che regali di Natale!
"Ma non si può fare altrimenti!" urlano, senza se e senza ma, i simpatizzanti di Casini!
Le furie trattengono il respiro, perché vorrebbero urlare in faccia a tutti che non sopportano Giletti! Del resto, di casini, di Monti e della "ministr(ess)a" che piange non glie ne frega niente! Va bene? tanto loro non sono pensionate!
"Ma aumentano l'aliquota Irpef, aumentano l'Iva!"
"Aaaaaahhhhh! Giletti è insopportabile!" trovano il loro sfogo, che non è pianto e in fondo neanche sfogo: è solo rabbia per un modo di pensarsi latino! "Vada in Indonesia, vada... Vada in Tamilnadu, in Myanmar ad esercitare il suo fascino! Ci lasci in pace la domenica nel nostro raccoglimento tra le quattro mura spoglie di casa."
"Lasciamo che lavori," borbotta la coscienza, senza neanche sapere a chi si riferisce: Forse a Monti, ma il viso non è di Monti, forse ad Alfano!
"No!" risponde un corpo estraneo, di fronte, dimenandosi, scrollandosi la capigliatura unta e melmosa.
Forse a Di Pietro.
"No!" secco.
Pisapia?
"No," con rigurgito salivare.
"Alla Sattanino?"
"Uh, no!" chiudendo gli occhi, si è trasformata in maniera impressionante.
La Gabanelli?
"Beh, già si comincia a ragionare!"
Meglio la Gruber, probabilmente!
"No, no, meglio la Gabanelli!"
Aspettiamo, dice un'altra parte della coscienza.
"Sì," aspettiamo, sfiatano le furie.
Si tira avanti, senza porsi troppi interrogativi. Ci sono priorità metastoriche, metalinguistiche, metafasiche, metaforiche che proiettano concetti e stati d'animo non altrimenti verificabili, oltreché sopportabili.
"Mah, aspettiamo" l'idea è di un futuro migliore, che premi i sacrifici, la rabbia e i dolori di tutti. A cui tutti contribuiscono e hanno contribuito.
Si tace anche il cuore prima che l'anima.
Si resta in apnea. In attesa. Sperando che i volti non si confondano. E il fascino latino torni a brillare e offuschi quelle tendenze di qualsiasi altra provenienza, dall'orientale al settentrionale.
Il meridione regge ancora e sempre.
"Però che facce!" sussurra la coscienza del parlamento nordista.
"Uh, commentare su di voi è troppo facile," scuote la testa l'alleato fidato.
Bisogna tacere e sperare. Ovviamente i buoni consigli dei nonni fanno bene come una volta.
"Uh," i nonni sono assatanati di questi tempi, meglio non seguire il loro esempio.
"Ma così si impone il fascino orientale!" borbotta, inascoltato, chi non è convinto che ci sia ancora un margine di confronto.
Nessuno si sposta dalla sua speranza. Nessuno si commuove, si lascia anche quest'azione espressiva a Monti e al suo governo.
Noi restiamo in attesa.
Ci si firma coi pensieri che prendono forme criptate: (!).((::---££$$£££çç@@@@[][][]))

sabato 19 novembre 2011

La crisi economica: la tregua: Cicerozzi, Monti e Tre Monti

Adesso tutto è cheto. Sabato e domenica le borse sono chiuse. Si sta a casa, in famiglia, nipotini e figli sono l'orgoglio dei ministri.
Il Ministero dell'Economia me lo sono tenuto per me. Bisogna fare sacrifici.
Sentivo per radio un discorso di Casini, che diceva più o meno così: "C'è chi è con Monti, però questo no... Un altro è con Monti, però non vuole quest'altra cosa... Noi siamo con Monti, invece," alzando il tono, urlando nel microfono, "Senza se e senza ma!" Applauso della platea e apprezzamento per l'orignalità dell'espressione.
"Senza se e senza ma," mi sembra di vedere qualcuno scuotere il capo, stupito da quelle parole nuove.
Anche Rutelli è intervenuto: "Ci sono frange della sinistra che sono tristi, come se vivvessero il vuoto dell'assenza di Berlusconi!"
Ha concluso Fini, ma non ricordo niente di propormpente, frasi del tipo: "Per davvero, appoggio assoluto," molto simile al "male assoluto", affermazione che aveva usato quando era andato in visita a Gerusalemme, se non sbaglio, per rinunciare al male, definendo in quel modo "Il fascismo" e i suoi clamorosi orrori. Un bel passo avanti!
Adesso tutto è silenzioso: nelle case: partite e Domenica in, nessuna crisi, nessun pensiero verso l'inganno non tanto remoto della politica. Si è confortati dalla presenza dei professori ministri e dai ministri professori. Ci sono anche banchieri e comandanti di corpi speciali delle forze armate.
Ma tutti sono fiduciosi e rassegnati:"senza se e senza ma!" gesto di assenso con il capo. Qualcuno con la testa, ogni altra allusione è fuori luogo; cose del tipo: "Uh, uh, ah, ah!"
"Bisogna fare sacrifici" si mormora da più parti. C'è chi lo dice a se stesso, dondolandosi sulla sedia a dondolo, con un bel plaid a quadri sulle gambe, guardando i nipotini che giocano per terra, davanti alla televisione accesa, in cui scorrono le immagini di qualche campo di calcio, insieme alle urla di Malgioglio e di Giletti nell'Arena.
Monti fa scandalo solo col nome, perché suscita un umorismo puerile: "Mari e Monti" sorride con la faccia da ebete un inquilino, mentre esce dall'ascensore. "Monti e Tremonti" dice qualcun altro, anzi lo scrive sui giornali. Il fattorino di un carro funebre indica qualcosa lontano: "Tre Monti!" ride e di colpo si impensierisce. E non per il pensiero dei morti, a cui ha fatto l'abitudine. Per i quali non sa né ridere e né piangere.
Oggi e domani riposo. Lunedì riaprira la borsa e si comincerà a farneticare. "La Francia è messa male! Noi abbiamo le risorse per superare la crisi!" si incoraggiano molti, immaginando di superare la crisi perché in Francia stanno male. Berlusconi diceva le loro stesse cose, si avviliscono, e nessuno gli ha creduto! "Altri tempi" si mormora per incanto. "Povero Berlusconi quanto manca alla sinistra" ripensa alle parole avvelenate di Rutelli, che fa il sagace dal pulpito de l'Api, che non è né il toro Api della mitologia egizia e neanche un fornitore di miele.
"Quando passerà questa crisi!" c'è chi ha voglia di darsi alla pazza gioia! "Voglio mangiarmi tutti i cicerozzi quest'anno, " diceva una novella vedova molti anni fa, al funerale di suo marito, piangendo sul suo corpo bianco e cadaverico steso immobile sul letto, rimpiangendo il suo stile di vita sempre contenuto e a modo: "Voglio fare la capobanda! Cosa che non ho fatto mai!" scoppiava a piangere, con l'affanno per la perdita asfissinate del suo amato marito: "Giovane o vecchio per me sei sempre giovane!" continuava a rimpiangere altre cose di sé, ripromettendosi di fare cose mai fatte: "Solcare mari e scalare Monti!" pianto dirotto, bagnando il vestito lucido del congiunto, ancora lì con lei, ancora per poco.
I cicerozzi sono dei dolci pasquali che si fanno, forse si facevano, nelle case del Sud a Natale: un impasto cremoso di passato di ceci e castagne, imbevuto di vino cotto, chiuso in una sfoglia di pasta all'uovo increspata dalla frittura.