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sabato 24 maggio 2014

Numerali e cardinali: Uno e Primo. Nonni e nonne, Madri e figlie.

C'è sempre tanta mediocrità nell'animo dei vinti che non possono amare per nessuna ragione.
Ama chi è assoluto. I mediocri al massimo della loro elevazione desiderano. 
Si assiste sempre più al bisogno degli ignoranti di scalare le vette per illudersi di porsi al di sopra. Non sanno che rimarranno all'ombra di chi è alto per virtù, che non potrà mai abbassarsi a incontrare il loro sguardo.
Se non ci si abbassa a toccare la polvere della terra si rimane a sfiorare la superficie.
C'è chi teme la molestia e coloro che si rendono protagonisti di gesti e pensieri turpi. 
Io conosco le persone nelle loro intenzioni. Non temo niente di loro poiché sono prevedibili in ogni loro sicurezza perversa.
 I gesti meravigliosi sono sorprendenti e magnificano il respiro che si fa intenso e dolce. La cattiveria è riconoscibile già prima che si sostanzi come offesa. Muove l'animo e lo mette in allerta in chi mostra il suo disagio, in attesa della richiesta scandalosa che non tarda ad arrivare.
Gli uomini non sono donne. Le donne sono uomini. Siamo tutti uomini. Maschio e femmina sono un altro sentire, a meno che non si voglia cambiare il genere dei riferimenti. Non sono le definizioni e le appartenenze oggetto di confronto tra chi è libero e chi non si esprime. 
I figli non sono figlie. Le figlie sono figli. Siamo tutti figli. Siamo figli e padri. Madri e figlie si diventa per amore e per dolore. 
I nonni non sono niente quando sono solo nonni.
Siamo tutti padri e figli, madri e figlie, fratelli e sorelle. I nonni sono padri e madri in assoluto: sono genere e amore assoluto.
Il destino è nelle intenzioni. Le azioni sono la fine dei dubbi e delle speranze. Sono realtà che possono elevare o abbattere: sono grazia o rassegnazione.
Eppure si può essere Uno senza pensare di ricevere qualcosa in cambio di maggior valore. 

giovedì 8 maggio 2014

Domani

La stanchezza si sente nella parte profonda dell'animo umano. Superficialmente si avverte il disagio che è disappunto, malumore, rancore, perplessità.
La superficie caratterizza animi biechi che vivono senza ricordi, senza tensioni che rinnovano il miraggio dell'essere.
Qualcuno parla. E' un azzardo. Si esprime per sentito dire.
La profondità è verità, dolore, specie.
La superficie è follia, casistica, genere.
Non ha senso parlare alle folle.
E' toccante l'incontro con l'Amore.
Dio è Amore.
La passione è veleno che assale, senza rimorsi. Porta al suicidio mai al perdono.
Si perdona se stessi. E' l'unico gesto sensato a portata di mano.
Il perdono è genere che incontra la specie.
Per il resto c'è sempre il domani, Che accontenta tutti.

mercoledì 7 maggio 2014

Prima che beli, il mondo è immagine della polvere


Il latte di capra non mira all'offesa. Non sono le capre meno dell'uomo che ha perso la calma. Le capre sono invito a respirare naturalmente.
Le capre mangiano solo erba non tocca. Distinguono i germogli dalle radici. Cosa che certi animali faticano a far comprendere al loro padrone.
Sono le pecore che restano col muso nella terra a brucare radici e sassi. Le capre non lo fanno. Hanno stile e mestiere per essere vedette sulle alture dell'Atlante.
Le capre rimangono in piedi tutto il giorno, per sdegno mai per sconforto. Hanno le corna perché reggono il mondo con le sue abitudini misteriose.
Non c'è nulla di allusivo nel "segreto di Pulcinella".
Il latte di capra non prende alla gola. Certi sono disgustati dall'odore.
Generazioni di pastori hanno fatto crescere i figli con quell'odore che si portano dietro fin dalla loro infanzia.
Ora occupano posti nelle città, ma lo sguardo e l'odore sono dei monti. Allevano i figli, questi figli, con latte vegetale per impedire di essere prede del lattosio.
Le capre non sono insulto per gli uomini. Sono vanto e destino. Punto di arrivo.
C'è qualcosa di antico oggi nell'aria. Anzi di vecchio, che non rinnova la gioia né la offusca.  C'è la voluttà dei pastori in D'Annunzio, perché il pensiero è ebbrezza quando non è abitudine.
In primavera si rinnova l'attesa. Solo l'estate rende tutto più lento e afoso. I sapori sono freschi, come i colori. I corpi sono pesanti e complessi. E' difficile nascondere i difetti accresciuti durante l'inverno.
Un lattoniere non è certo un pastore. Il suo odore è di città: odora di caffè e cappuccini a colazione. Per i suoi figli non crede in un futuro migliore del suo. Immagina che debbano diventare bianchi di calce o neri di amarezza e rimpianti.
Ci sono odori sintetici che rendono vive le case. La morte si tende a tenere lontano. Meglio che tocchi ai vicini. Che pena che fanno i figli. Hanno tutti i tratti del padre. Un uomo che ha il coraggio di una pecora.

Le capre hanno il piacere della somiglianza. Le pecore sono appena animali quando dormono. Il resto della giornata rimangono appese a un torpore che inquieta. Come gli uomini che girano intorno a chi li comanda nel disprezzo di una felicità intravvista.

giovedì 3 aprile 2014

Il fantasma!

Celebrare se stessi quando tutto va bene è da incoscienti. L'ipocrisia è atto di negazione.
Stringere la mano in una foto a chi ti chiede aiuto è appena sopportabile. Solo il tuo sorriso finto ti appartiene.
Non ridere dall'alto di una collina, perché non sei nessuno! Rimarrai sempre nessuno, anche se piangi sentendo storie di afflitti! E' solo un sentire, senza commozione. Non hai il cuore per ascoltare niente! Non hai neanche il cuore per essere umanità!
Povero, senza cultura, dovrai inventare perfino di aver frequentato università fantasma per illuderti di essere capace di un pensiero. 
Tu, come tutti gli inetti della tua specie, ritieni di avere attitudine per le materie umanistiche, illudendoti di essere portatore di sentimenti. 
Un medico o un ingegnere al tuo confronto potrebbero dichiarare senza possibilità di essere smentiti di avere una sensibilità prossima a quella di Leopardi o di Pasolini.
Tu sei solo un ignorante che di fronte alla bellezza fa di tutto per distruggerla.  
Dovresti chiedere perdono a tua madre, ai tuoi fratelli, ai tuoi amici, ai tuoi figli, alla tua prima moglie. 
Colpevole della tua arroganza sei tu, con la complicità di chi ha preso possesso della fame di un fantasma! E' la tua rovina. Spera che qualche santo possa ridare fiducia al fantasma, immaginando di essere celebrata come la donna del genio!
Non piangere perché un amico famoso è morto. Piangi perché tu sei morto presso gli amici meno famosi. Piangi perché sei morto presso chi ti considera un fantasma da portare in giro, fin che dura.
C'è chi non dorme, pensando a come riempire il vuoto della notte. Tu pensi di avere idee. Meno male che la notte è passata in fretta: se prendessero forma i tuoi pensieri scomposti avresti orrore della tua intimità.
Speriamo che venerdì arrivi presto, è il sogno di milioni di persone.
Per te il venerdì è un giorno come un altro. Ecco perché non sei nessuno. Sei un parassita che spia dalla finestra i progetti del vicino.
Ridagli indietro la fede che gli hai rubato. Non basta soffiare sui piedi di un cane per immaginare di poter parlare di Dio. Il Signore si celebra con l'umiltà e l'umiliazione. che fanno sentire l'uomo parte dell'universo. 

venerdì 28 marzo 2014

Si vive!

Si vive! Che bella sorpresa ha ricevuto l'animo pieno di istanti. Una strana segnalazione. Di fumo. Che passa. Basta aprire le finestre, per non soffocare di spavento e di fiducia claustrofobica.
Si vive! Banalmente si dice così. Si sente. Si vive di nuovo. Sempre.
Che noia.
Si vive e si muore. Per niente. Per niente si piange e si spera. Si vive d'aria. Di ricordi. Di niente. Si vive di vuoto. Il più bel ricordo dell'anima lasciata sola da un fantasma che l'ha tenuta in ostaggio per la vita.
C'è chi non ha visto mai il sole per una rara patologia alla retina.
Raro è un oggetto. Una condizione è occasione inattesa.
Che gente che vive accanto allo stadio, tra il cimitero e l'ospedale. C'è chi vive tra gli argini della ferrovia. Chi si riscalda con il cappuccino delle macchinette automatiche.
I treni sono luoghi di assalto. Trincea e sangue di chi combatte la sua guerra quotidiana.
Le guerre non sono tutte uguali. I Marò non erano in guerra, ma la tensione in certe parti del mondo fa perdere la calma. C'è chi piange i suoi morti e chi reclama per i vivi! Che bel casino gli affari di Stato!
La vita e la morte non sono affari di Stato. La vita è dono. La morte è ricompensa. Ma il premio è divino. E' alta la mano che la dispensa. Dalla terra  possono derivare solo errori che faticano a trovare giustizia!
Si vive! Che bella sensazione inaspettata. Non c'è neanche un vero motivo per essere allegri. Però è meglio restare leggeri., Non pensare a niente. Perché si rischia di stare male.
Si vive tanto per fare qualcosa. Per illudersi altrimenti. Anche questo è il volto della gioia. Si vive per sorprendersi. Per non amareggiarsi.
Si vive di atteggiamenti che non sfuggono allo sguardo dei pettegoli. Si vive di comodità, che favoriscono il riposo.
Si vive di sconfitte, in attesa che il tempo faccia la sua parte e renda il piacere della dimenticanza di quel dolore che ora sa di gioia e di lontananza. Si vive in libertà, finalmente! Con le catene spezzate e il cuore in subbuglio per uno strano battito cadenzato di qualcuno che bussa alla porta.
Si vive di nascosto. Dicendo sempre di sì a tutti. A nessuno. Dicendo sempre di sì a ogni intenzione di confronto.
Si vive di alibi e di testimonianze che non hanno il senso della vista e della verità.
Si vive di amori incompiuti!
Si vive di speranze e di tradimenti! Che fatica!
Si muore.
Si muore vivendo. Si muore con sacrifico.
Con la speranza di uno sguardo pietoso. Che giunga dall'alto.
Dalla terra non viene niente di vero.
Vera è la speranza. Che è fine e inizio. Vero è il perdono. Che non viene dalla terra.
Si vive! Che bella notizia! Di giornale! Questi giornali che dicono tante cose per non dir nulla.
Si vive! Senza sapere perché!
Si muore. Senza una via di mezzo.
Si muore quando si crede di essere vivi. Più vivi dei morti! Che vanno ricordati, per la loro bellezza. La loro pietà. La loro dolcezza.
Si vive su una foto che sa di falsità. Perché quella foto è di un tempo che non è più.
Si vive! Che bello! Tanto per essere allegri!