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domenica 12 giugno 2011

2 Lettera d'amore

Seconda lettera d'Amore

Non si ama con le parole. Neanche coi fatti si ama. Parole e fatti negano l'amore.
Ragione e volontà rendono unicità all'essere.
Il cuore è un organo che si dibatte, inutilmente.
Di sangue si tingono le pagine di un thriller, mentre il cuore palpita, i sensi fremono per un piacere ossessivo e cinico che indebolisce il limite dei buoni sentimenti.
L'amore è percezione della distanza: un cielo stellato, il disco lunare, il tramonto del sole sono congiunzioni che danno senso alla solitudine.
Un corpo che brama un altro corpo nega la solitudine e crea scompoiglio nei sensi mortificati da tanta violenza.
La voce si distorce ed esplode, reclamando la pace violata. Le mani si contorcono, il collo si inarca, la mente si rivolta contro "Vai via! Animale, va' via!" resiste alla tentazione del pianto che implorando consola.
Non è la pietà che rende liberi.
L'Amore rende liberi.
L'amore indebolisce. L'amore stupra.
"Ho bisogno di un buon bagno ammoniacale!"
Piante e batteri fotosintetici hanno il privilegio di non aver bisogno di cibo.
Uomini e animali sono alla ricerca di chi renda loro sazietà.
Bisogna tendere alla mancanza di necessità.
L'amore innalza.
La ricerca di ogni altro bene materiale fa sprofondare verso la vergogna.

Bisogna vincere il vincolo della comunità e sperimentare la completa assenza di bisogni corporali.
L'Uno non è mai uno. L'Amore è più di ogni altro amore.
C'è ovunque un'atmosfera desolante.
"Non piangere, non ce n'é bisogno!"

venerdì 29 aprile 2011

Guardando il cielo

Il cielo si guarda in modo differente, dipende dalla sensibilità di chi guarda sotto e sopra le nuvole, tra i tetti delle case, sotto i terrazzi carichi di nebbia e di notte.


C'è chi cerca il Signore lassù, chi il volto della donna amata, chi quello dell'amico, chi l'anima sua. A volte anche guardando la luce fioca delle finestre accese, che lasciano aperti spiragli di vita, travi, soffitti, pareti arredate e spoglie, lampade penzolanti, libri ammucchiati sopra mensole di legno e di vetro, si cercano sempre le speranze che sono lassù: il volto di Dio, quello della donna amata, il volto dell'amico e il volto proprio dell'anima sua.

Si cerca la terra tra le nuvole, sapendo che in terra c'è la brace o il ghiaccio dell'inferno.

Una macchina passa nella via. E la si lascia passare, per sbirciare poi tra i vetri, per riconoscere i tratti di chi è alla guida, se è uomo o donna, per cogliere spiragli di vita, uno sguardo, una voce, una nota di una canzone di quella radio accesa.

"Che feddo che fa!" Si soffia il fiato bollente tra le mani, ci si chiude nelle sciarpe, nelle tasche dei cappotti. Si guarda nel cielo, sotto e sopra le nuvole alla ricerca di un'umanità che manca, di chi ci manca. Si cerca il suo sguardo, i capelli, la voce possente di Dio.

Un aeroplano vola in alto, portando lontano la speranza di una città che muore nella notte. I passi lenti di un passante nella strada che porta verso casa.

Bisogna guardare il cielo e le case, il volto di Dio dalla finestra. Lo sguardo in ansia per un'anima delusa dalla terra. Domani quell'anima cercherà tra le nuvole l'universo sperato.

lunedì 11 aprile 2011

Il sogno

Le rivoluzioni le fanno coloro che nutrono gravi dubbi sul mondo che verrà. Le fanno chi prova difficoltà a sentirsi parte di un sistema che non acccoglie, che tiene alla larga i non ricchi. Perché il problema non è essere poveri, che in fin dei conti va bene se non ci si lamenta. La vera vergogna è il non essere ricchi.

Le rivoluzioni le fanno ricchi  e poveri, insieme o su fronti opposti. Non le fanno invece quanti dovrebbero temere maggiormente per il loro futuro. Il presente è garantito da un sostentamento precario, lavoro a termine, cassa integrazione, gabbie salariali. Chi si lamenta viene licenziato. Così non si lamenta nessuno. Si lamentano tutti, nel silenzio delle case, ma guai a dimostrarsi all'esterno.
In questo finto benessere si può morire di crepacuore per una preoccupazione che affligge enormemente i non ricchi. Bisogna tacere. E' necessario, e utile. E' necessario perché bisogna far vedere che tutto è al suo posto e procede per il verso giusto. E' utile per non creare nei figli inutili cedimenti di spirito. Si sta bene: è una regola.

Ora la Francia di Sarkozy persegue la linea dura della legalità contro le donne arabe che non vogliono rinunciare al velo, meglio nominato niqab o burqa. Sarà stato un suggerimento di una sensibilità superiore.

E l'Europa accusa l'Italia di incapacità nella gestione dei clandestini.
Zaia risponde che non prende lezioni da chi non si cura delle norme di Schengen. Sarkozy intensifica i controlli al confine con l'Italia. Maroni si chiede se l'UE ha ancora senso. Berlusconi tace e non c'entra. Egli è dispiaciuto, per uno strano presentimento. Porterà la verità in altri luoghi, dove nessuno potrà contestargli colpe insussistenti.

C'è finanche chi se la prende coi leghisti. Casini e Fini insistono che non si può essere europei solo quando fa comodo e fare propaganda contraria a tutte le sagre della polenta di paesini prealpini.

Le rivoluzioni si fanno contro chi nega, chi vieta, chi impedisce la libera espressione.
Nessuno nega niente: è evidente.

Un tempo che verrà vedrà un forte terremoto che distruggerà Roma: 11 maggio prossimo.
Ferrara ha sognato che Berlusconi lascerà.

Siamo stufi! Non vi daremo la soddisfazione di contestarvi!
I vip truffati non rilasciano interviste. Stanno aspettando una nuova rivoluzione per decidere su quale fronte di contestatori schierarsi. Ricchi o poveri poco importa. Nel trambusto ci si guadagna sempre.
Si perde in tempi di pace, quando meno te l'aspetti! Da un amico, poi! No, è insopportabile! Viene da vomitare o da star male.

domenica 10 aprile 2011

Il caos prima della quiete. E basta con Berlusconi! C'entrano tanti altri che non vengono mai citati!

Lasciate stare i commenti. Che avete da commentare sugli altri? Sul loro modo di essere? Avete da commentare sul loro modo di dire? Di fare? Oppure pensate di poter dire qualcosa riguardo al modo di apparire? Leggete nel pensiero? No! neanche avete questa facoltà! Potete sempre leggere le carte, i fondi del caffé greco, eredità della dominazione ottomana, interpretare il volo degli uccelli o rivolgervi ad un bravo esorcista!

Il mondo intorno a voi non è bello? Lo credete? Voi non potete far niente per cambiarlo? Infatti, menomale! Sarebbe oscena la messa in atto dei vostri interessi mai realizzati. Restino nascosti, almeno si .evita di offendere la vista di chi attende un segnale più nobile.

Dal confronto si capisce se si è o si è negazione.
Non si mormora di nascosto, pensando di essere vittime. Si urla la verità! Dicano quello che dicano!
Si mette a repentaglio  ogni bene per il semplice respiro. Diversamente si soffoca. Non si scampa alla disfatta quando si è deboli e furbi. Neanche si ha futuro se si è riflesso di uno solo dei due generi.
Berlusconi c'entra sempre, di questi tempi. Tempi di sbarchi, di fughe e di guerre. La libertà non è nella sabbia del deserto che brucia e spande nell'aria segnali di fumo nero di un furgone centrato in pieno.
Gheddafi che fa? Attacca ancora?
I ribelli vincono o perdono? Avanzano o si ritirano?
La Tunisia chiede soldi e mezzi per pattugliare le coste.
Sono eritrei e somali coloro che arrivano a Lampedusa. Scappano dalla  Libia dove si erano rifugiati, profughi di altre guerre di Paesi più a Sud.
Le guerre sono sempre un malessere dell'Emisfero Australe.
A Nord si osservano i mercati e si prepara il programma per la fornitura delle armi. E' questo il piacere di sapersi onesti. Le genti del Nord sono pacifiche, lavoratrici e in pace. Basta che non vengano istigate da orde di profughi che chiedono solidarietà. In questo caso si inferociscono, perché non tollerano pretese assurde di chi pensa di voler entrare senza permesso a casa loro. La maleducazione, no! E' una cosa che non può essere accettata. Così gli animi si fanno caldi, la pazienza cede il posto alla  voglia di ribellione e il fiele fuoriesce da ogni poro rendendo verde tutto, anche i vestiti, i capelli e il fazzoletto intorno al collo.
Berlusconi non c'entra.
E' tutto il mondo che gira al contrario.
Silvio è solo un martire, il quale a modo suo cerca sempre di trovare una soluzione più opportuna. E' costretto a voli perenni per portare al Sud la bellezza delle genti del Nord. Anche se non tutti lo capiscono. Per invidia, probabilmente, o per malignità. O per sfacciataggine. Che è comunque una bella conclusione!
Non c'entra nessuno in questo caos storico. C'entrano tutti.
C'entrano gli avari e chi ha i figli disoccupati. C'entra chi sperpera troppi soldi e chi prende soldi dalla cassa comune. C'entrano ingegneri incapaci e medici che fumano nelle corsie. C'entrano promotori finanziari che in maniera disonesta sottraggono soldi ai vip. C'entrano padri e madri e c'entrano i figli. C'entrano anche i nonnni e i padri loro. C'entra sempre Garibaldi e Mazzini.
C'entra Carlo Magno che si accanì contro l'avanzata dei Mori d'Africa.

lunedì 21 marzo 2011

Testamento per la creazione di un mondo che non innalzi a giusti gli ingiusti

Si cerca di riconoscere negli altri mancanze che sono verificabili dentro di sé.
Lo si fa per non sentirsi soli, si potrebbe dire con una punta d'ironia. Forse per il gusto della cattiveria, potrebbe dirsi con altra intenzione. Oppure per un piacere intimo, per una perversione. Ma anche per una incapacità di vedere, di essere, di sentire veramente, come sente un uomo.
Un uomo è carne, sangue e sentimento, prima che pensiero e ideali. Gli ideali bisogna affermarli in tutte le occasioni, non solo quando conviene. Non quando servono a salvarsi contro la salvezza di qualcun altro.
Un uomo mette gli altri prima di sé. Un uomo non parla male alle spalle degli altri. Un uomo non mente a se stesso e neanche agli altri. Ma soprattutto un uomo non mente a Dio. Quell'Elevazione che trova verità nelle profondità più chiare dell'animo, di cui molti si dimenticano. Se ne ricordano solo in caso di sciagure, quando è troppo tardi anche per rivolgersi a Lui.
Un uomo si mette al servizio del mondo, perché il bene di ciò che sta fuori è lo stesso bene che dà chiarezza a quanto appartiene al di dentro.
Un uomo è sangue e carne. E posa lo sguardo su ciò che è lecito e bello: il bello è nella purezza non nel piacere.
Il bello è nell'equilibrio, dove tutti trovano il privilegio di essere, senza mancanze. Il bello è etereo, è spirito, è fantasia. Il bello è libertà. Libero è l'uomo, non le bestie asservite a un padrone.
La coscienza è libera. Quella cosa che rimorde agli ingiusti.

mercoledì 2 marzo 2011

Domani

La speranza è nella fede e nella cultura.
Questi sono tempi in cui esprimere contenuti, per non lasciarsi prendere dalla tentazione di apparire senza essere.
La tentazione è un richiamo per menti squilibrate.
Pazzi e perversi sono tentati dai colori della mattina.
Tutto è funzione del caso, se si smarrisce considerazione e rispetto per la vita altrui. Il caso non è il Caos che tenne uniti gli opposti prima della differenziazione secondo peso, spirito e qualità.
Mi ritorna sempre in mente il cielo della collina degli uomini che diedero direzione e guida ai sogni dei figli. Quei figli che oggi sono uomini, dentro lande di pianura, dove l’umanità è miraggio: e la bestemmia e l’offesa sono il senso finale di tutte le azioni. Ma quei figli cresciuti su lastre fredde di pietra, allevati con latte di capra, trascinati su per i dossi di quella collina verdeggiante, che ricevettero il calore della parola e dei gesti, non hanno ancora estinto il desiderio e i sogni che li tennero svegli le notti sotto quel cielo stellato, immagine universale di Dio, né mai dimenticheranno di dover essere immagine di quelli che furono.
I ricordi sono soffio di un tempo che verrà, nonostante sia stato annunciato in una di quelle notti di luna e di scie stellari.
Mai dimenticheranno le loro madri, quei figli: quelle madri che li guardano da lontano, che li raggiungono nei loro sogni da svegli, che suggeriscono loro amore e virtù.
Sul grembo materno ci si consola le notti di pianto e delirio.
Non è importante cercare senso e verità, importante è assecondare i voli delle rondini sopra i tetti tinti d’azzurro di un cielo meraviglioso che apre squarci di destino. E ogn’uno ritrova la strada. Prima o poi a tutti capiterà di doversi mettere in cammino lungo sentieri fragili di nuvole e di arcobaleni.
Bisogna procedere con gentilezza, con cura e curiosità.
Necessario è sapere chi sono io e non cercare di trovare negli altri mancanze. Quello che gli altri non sono è peso e non leggerezza.
Se si guarda bene, ci si accorge che si è lontani persino dall’inizio di ogni cammino.

giovedì 24 febbraio 2011

La delicatezza di uno sguardo

Restiamo ancora ad aspettare, chissà che non si trovi qualche compagno di viaggio. Non conta il denaro, no! Non conta neanche la macchina grande e neanche le donne, se esse sono un bene acquistabile al mercato per darsi l'aria di essere dotati di una sessualità ben caratterizzata. Ci sono gli angeli che non devono dimostrare nulla, perché la loro bellezza è fulgida più di ogni altra ascesa  vile dell'intimità scandalosa di specie di uomini che volendo dimostrare di essere si manifestano in tutta la loro bassezza. Ci sono uomini e donne che si perdono nelle complicazioni di sentimenti che possono renderli solo infelici. Si cerca l'amore, anche questo al mercato, come si fa coi limoni, quando l'offerta è conveniente. Ma l'amore non si compra! Neanche si chiede o si cede alle insistenze di chi si offre. L'amore è l'essere stesso. Non si può amare chi non ha animo e corpo delicati e giusti, chi non ha emozioni e intimità ideali e ampie dove la bellezza risulti bene assoluto, prima che ogni altro desiderio, prima che ogni altro piacere. Il piacere rubato è afflizione e rimpianto. E' ricatto, è cattiva intenzione. E' disarmonia e degrado.
Restiamo ancora ad aspettare, chissà che non ritorni la delicatezza di uno sguardo.